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La fumata era bianca. Un racconto. 7

Giornalista e saggista
La fumata era bianca. Un racconto. 7

Riassunto. Il nuovo Papa è stato eletto ma il cardinale vietnamita Pierre Nguyen Quang ha chiesto ed ottenuto di posticipare di due settimane l’annuncio ufficiale, gettando Vaticano e Chiesa nello sconcerto. Ma ora è finalmente arrivato il giorno dell’intronizzazione.

Nuovo Papa
Finalmente il giorno dell’intronizzazione era arrivato. Il nuovo Papa, il cardinale vietnamita Pierre Nguyen Quang, aveva deciso di chiamarsi Lino Secondo, in onore dei pontefici della Chiesa nascente del Primo secolo. Ed aveva tutta l’intenzione di spiegarne il perché durante l’omelia che avrebbe dovuto tenere più tardi quella mattina. Fedele alle abitudini di semplice giovanotto della provincia agricola del suo paese, poi prete e quindi vescovo e cardinale, si era svegliato all’alba. Aveva pregato, poi aveva fatto la sua mezz’ora di corsa mattutina sotto gli sguardi strabiliati delle guardie vaticane. Il piccolo stato era un luogo ideale per allenarsi: salite e discese ripide lo costringevano a faticare, ossigenarsi, pensare ad altro. In quei momenti maturavano le intuizioni migliori, portando a nuova sintesi tanti pensieri sparsi e intensi che si affastellavano in quei giorni.

Dunque era tornato nel suo paese e aveva riunito la famiglia, annunciando l’elezione avvenuta a Roma e salutandoli uno ad uno, pregando ciascuno di mantenere il riserbo più assoluto. E così era avvenuto. Poi aveva chiesto udienza al presidente della repubblica e lo stesso giorno al pomeriggio aveva convocato i fedeli della diocesi. E lì certamente non era stato più possibile mantenere il riserbo. In maniera concordata con la Santa Sede, cioè con il camerlengo, la Sala stampa vaticana nello stesso momento aveva diramato l’annuncio della nomina a Papa del cardinale vietnamita Pierre Nguyen Quang, 50 anni, arcivescovo di Hanoi, plurilaureato, poliglotta, con una chiara impostazione pastorale di apertura e accoglienza e molto capace nel governare la diocesi e mantenere rapporti con il governo. Un governo che negli anni si era mantenuto non ostile ma certo freddo verso la Chiesa e la religione cattolica, percepita come un culto straniero da tenere a distanza. Le esigenze spirituali di milioni di persone per i governi significano poco se non si traducono in voti.

Comunque sia quelle turbinose settimane erano terminate e mentre correva nelle strade dello stato pontificio, all’alba, da solo, guardato a vista dal servizio di sicurezza piuttosto sconcertato, ripensava ai compiti che lo attendevano. Decisioni importanti andavano prese per fermare le spinte centrifughe che si erano così chiaramente espresse nel conclave e con un sano realismo far diventare la Chiesa, di nuovo, un punto di riferimento capace di fornire risposte di senso alle domande degli uomini e delle donne.

Tre ore dopo queste considerazioni, in Piazza San Pietro, in diretta televisiva mondiale – e non accadeva da tanti anni oramai – la cerimonia di intronizzazione cioè di presa di possesso della sua carica, si svolgeva secondo il ritmo lento e solenne stabilizzato nei secoli. E in realtà non è che avesse più molto senso in un mondo capace di correre a velocità frenetica. Era domenica ed anche quella giornata non è che fosse domenica proprio per tutti nel mondo. Comunque sia l’occasione era speciale: la notizia di una nomina a Papa, avvenuta e sospesa, aveva calamitato l’interesse globale e così tra i tanti avvenimenti fuori dal comune di quelle settimane ci stava anche la ripresa di interesse dei media di tutto il mondo.

7- continua

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