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La partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale, la proposta di Matteo Renzi

Senatrice Presidente della commissione sanità
La partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale, la proposta di Matteo Renzi

Si esce dalla crisi con maggiore partecipazione. Anche in economia. Per questo, nella ricostruzione del dopo epidemia, sono necessarie le riflessioni proposte da Matteo Renzi con il suo ultimo libro “ La mossa del cavallo” sulla partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori agli utili aziendali e alla presenza dei lavoratori nei consigli di amministrazione. Per la verità queste idee hanno faticato ad affermarsi nel corso della nostra storia repubblicana, risentendo anche dello scontro all’interno del movimento sindacale tra chi sosteneva un’azione costantemente rivendicativa e difensiva spesso ideologicamente “bloccante” e chi cercava di costruire politiche concertative e di democrazia economica. Eppure molti paesi europei, a partire dalla Germania, hanno esperienze consolidate di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla vita economica e aziendale e ci sono anche esempi importanti nel nostro Paese. Ma occorre elaborare e realizzare in maniera sistematica un modello italiano, fatto sostanzialmente di piccole e medie imprese “ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle legge, alla gestione delle aziende” come recita l’articolo 46 della nostra bella Costituzione. É proprio lo spirito costituente che dobbiamo riprendere per un nuovo Rinascimento, ispirandoci anche a stagioni positive del nostro paese come quello che portò al Protocollo del 23 luglio 1993 con il governo Ciampi e la firma di tutte le organizzazioni sindacali. La concertazione pone degli obiettivi comuni, all’epoca erano indicati sostanzialmente nell’abbassamento dell’inflazione e in una politica dei redditi, oggi dovrebbero essere un piano industriale per gli anni 20/30, il lavoro, la cura delle competenze, un patto per la sburocratizzazione e la partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale. Abbiamo assistito in questi giorni al grido di allarme del neopresidente di Confindustria Bonomi per il futuro del Paese con un invito, ad assumersi le proprie responsabilità, diretto alla politica ma anche alla classe imprenditoriale. Ebbene, il tempo è adesso, un nuovo patto sociale concertativo in cui tutti i soggetti agiscono per la propria parte su un terreno di finalità condivise con una chiara visione del Paese. É di una nuova stagione Riformista che abbiamo bisogno con una classe dirigente all’altezza del compito. E le proposte di Matteo Renzi vanno in tale direzione. Infine, rivolgo un pensiero a Pierre Carniti, già segretario della Cisl, di cui in questi giorni ricorrono i due anni dalla morte e che tanto ha fatto per una cultura autenticamente Riformista nel nostro Paese.

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