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La politica delle merci

La politica delle merci

Lo hai ricevuto via Amazon? No, molto probabilmente lo hai ricevuto via mare. Non tutti sanno che il 90% delle merci del mondo arriva a destinazione viaggiando sulle navi e che l’industria del trasporto marittimo e della logistica rappresenta il 12% del Pil mondiale. L’Italia fa la sua parte, e si conferma leader nell’UE per il trasporto di merci a corto raggio nel Mediterraneo. Un settore chiave, ma pressoché invisibile. Soprattutto per coloro che non vivono in città a vocazione portuale. Ci sembra infatti che le merci arrivino per magia. Poi, prendendo un traghetto per andare in vacanza, ci capita di intravedere le navi cargo con i container colorati impilati l’uno sull’altro e ci troviamo ad immaginare cosa possa esserci lì dentro. Ci sono le nostre sedie, i nostri asciugacapelli, le nostre lenzuola, le nostre giacche a vento, le nostre medicine, il nostro cibo… Insomma molto di quello che popola la vita quotidiana di tutti noi.

Per PRIMOPIANOSCALAc di Telos A&S, abbiamo parlato dell’industria mobile del trasporto con Luca Sisto, Direttore Generale di Confitarma, la Confederazione Italiana degli Armatori. Sisto ci ha ricordato che, se durante la pandemia abbiamo continuato a vivere equipaggiati di merci indispensabili e velleitarie, è anche grazie al trasporto navale: “le mascherine, le medicine ma anche l’energia, il cibo e le materie prime che ci sono arrivati via mare (cosa che avviene per il 90% delle volte) hanno rimesso il mare al centro. Lo shipping non si è mai fermato, e ci ha consentito di continuare a vivere, anche se isolati”.

In un settore così complesso come lo shipping non può mancare un’intensa attività di lobbying, per rappresentare interessi di vario genere. Luca Sisto sottolinea che Confitarma ha a che fare con ben otto ministeri, per non parlare degli organismi internazionali che regolano un settore dal raggio di azione letteralmente senza confini. Inoltre, con la guerra in Ucraina, abbiamo imparato che il trasporto delle merci ha anche a che fare con la geopolitica. Ne abbiamo avuto prova con le questioni relative al grano, ingrediente alla base dell’alimentazione e, a volte, della sopravvivenza dei popoli.

La movimentazione delle merci è dunque il terreno che abbiamo sotto i piedi. Lo diamo per scontato fino a quando non ci viene a mancare.

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