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La Tunica e la Tonaca, il provvidenziale lavoro di Padre Enzo Fortunato

Esperto in comunicazione
La Tunica e la Tonaca, il provvidenziale lavoro di Padre Enzo Fortunato

Ho già scritto di padre Enzo Fortunato, Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, perché ritengo che sia un modello per tutti, ma, soprattutto, per gli operatori della comunicazione. Con la sua rubrica #buongiornobravagente coglie perfettamente ciò che dovrebbero cogliere tutti i comunicatori del mondo: la logica del bene.
Il bene, concetto necessario per la nostra quotidianità, così come è assolutamente necessaria, in questo tempo di pandemia che sembra non voler finire mai, l’idea del rattoppo. Un’idea che troviamo nell’ultimo libro di padre Enzo: “La Tunica e la Tonaca”.
Il testo, edito da Mondadori, è un meraviglioso viaggio di 144 pagine, 144 momenti di riflessione che ci fanno comprendere come la Tonaca di Gesù e la Tunica di San Francesco di Assisi sono simboli di fragilità, quella fragilità che appartiene a ognuno di noi, nessuno escluso. Quella fragilità che ci sembrava sconosciuta e che abbiamo scoperto all’improvviso in questo 2020 che sembra non voler finire mai.
Quella fragilità che, allo stesso tempo, rappresenta la vera chiave per riscoprire noi stessi e per comprendere che ognuno di noi ha una dignità, ognuno di noi ha del buono, ognuno di noi può offrire qualcosa. Quel qualcosa che per sprigionare la sua forza deve essere rattoppato, va cioè offerto in un contesto di collettività perché l’essenza dell’uomo non può non trovare compimento nella fraternità.
Il libro di padre Enzo è una straordinaria testimonianza che possiamo definire provvidenziale visto che arriva proprio nel mezzo di questa estenuante esperienza del Coronavirus, esperienza che ha già segnato la storia dell’umanità, esperienza che ci ha insegnato come nessuno si salva da solo.

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