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Milano può tornare smart: alcune idee per la ripartenza

© (c) 2020 Giordano Di Fiore
© (c) 2020 Giordano Di Fiore

Milano può tornare smart, proprio così.

Qualche settimana fa, abbiamo provato a fotografare la situazione, che è davvero molto seria. Il southworking è diventato realtà, se ne occuperà anche lo Svimez nel rapporto del prossimo novembre. Molte aziende hanno deciso di procrastinare il lavoro da casa, almeno fino a dicembre, e gli studenti stentano ad occupare le case in affitto, rimanendo a casa di mammà presso altre regioni.

Senza voler togliere nulla a un momento storico così delicato, è necessario provare a fare il punto della situazione e tirare fuori idee (il problem solving è un’invenzione autoctona milanese). Se smart dev’essere, che smart sia: inutile tentare di bloccare il “progresso”.

Il lavoro da casa ha notevoli punti di forza: lo stare in famiglia, buttar via meno tempo negli spostamenti, gestire i propri orari in modo più confortevole. Ha, tuttavia, un enorme punto di debolezza: l’isolamento coatto, la solitudine.

Come sappiamo, il lavoro è anche relazioni, scambio di opinioni con i colleghi, ma anche quattro chiacchiere alla macchinetta del caffè. E nessuno Zoom potrà mai restituire il valore aggiunto della socialità nell’ambiente lavorativo, che favorisce benessere e una produttività maggiore.

C’è però un punto di caduta, sul quale, oltretutto, Milano sta investendo da anni, da quando, ad esempio, molte agenzie di comunicazione si sono ritrovate a svolgere i propri lavori nella metà dello spazio. Si chiama, avete già capito, Co-Working.

Gli spazi di coworking sono il giusto compromesso tra le nuove esigenze dettate dal Covid ed il diritto alla socialità del lavoratore.

Si tratterà, naturalmente, di spazi debitamente distanziati, sanificati, ecc. ecc. Ma possono davvero diventare, in questa fase, un grande volano di rilancio per Milano. Con ricadute importanti: penso al rapporto tra mobilità e ambiente, la possibilità di lavorare senza trascurare l’ergonomia e, dunque, la salute, l’efficientamento delle risorse (per esempio, il riscaldamento).

E qui può finalmente entrare in scena la politica. Si può pensare, infatti, ad una serie di incentivi su più livelli:

concedere incentivi fiscali alle imprese che gestiscono o vogliono creare nuovi coworking,

concedere incentivi o bonus alle persone che vogliono usufruire del servizio,

concedere incentivi e agevolazioni alle aziende che vogliano proporre ai propri dipendenti di lavorare in uno spazio di coworking. Già, perché potrebbe diventare un benefit da concedere al lavoratore, come il ticket, la palestra o l’assicurazione.

Pensando anche all’edilizia privata, è possibile pensare ad agevolazioni per i costruttori che prevedano l’inserimento di uno spazio lavorativo all’interno di nuove palazzine. E c’è, infine, da ragionare su come riconvertire tutti gli edifici adibiti ad ufficio, che rimarranno inesorabilmente vuoti. Immaginatevi la torre Unicredit deserta! Anche in questo caso, sarà importante dare la precedenza a coloro che vogliano investire in attività “smart”.

Le idee, poi, corrono veloci: cosa ne direste di uno spazio di coworking con nido integrato, in cui il genitore possa lavorare e rimanere, allo stesso tempo, vicino ai figli, senza il drammatico stress del angusto (per alcuni) spazio di casa. Spingendo ancora un po’ in là l’immaginazione: pensiamo all’importanza delle biblioteche, pubbliche e private, come luoghi di studio e ritrovo per gli studenti. Sono da riformulare, moltiplicare pensando a una nuova concezione di sicurezza, senza rinunciare, come si diceva, alla socialità.

Se si volesse fare una sintesi: mobilità e spazialità, le nostre dimensioni vitali, hanno subito un cambio inesorabile. E’ necessario un rapido processo di adattamento. Così come si pensa al monopattino e alle ciclabili, per favorire spostamenti di prossimità, c’è da agire immediatamente sulle architetture esistenti, per adeguare gli spazi.

Milano, come tutte le grandi città, ha la forza per potersi adeguare al meglio, confermando così il suo potenziale attrattivo che, in questi primi giorni settembrini, sembra avere perso. A breve, ci saranno le elezioni amministrative: il confronto vero tra le forze politiche dovrà necessariamente passare da questi temi.

 

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