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Pacificazione e stabilità, l’impegno dell’Italia nelle missioni

Senatrice
Pacificazione e stabilità, l’impegno dell’Italia nelle missioni

La partecipazione alle missioni internazionali è un atto di responsabilità, rispetto alla gestione di crisi in scenari internazionali per noi maggiormente sensibili. Al tempo stesso é un modo per tutelare il nostro Paese dalle possibili conseguenze derivanti da quei conflitti. Conflitti che rappresentano una minaccia anche per la nostra sicurezza.

La politica estera e di difesa del nostro Paese sono indissolubilmente orientate all’impegno in favore della stabilità, del diritto internazionale e dei diritti umani. Ancora di più in questa fase delicata.

Attraverso le Missioni internazionali esprimiamo anche la nostra collocazione internazionale, al fianco delle grandi democrazie del mondo e nell’ambito delle organizzazioni multilaterali. Il nostro supporto alle missioni dell’Onu, della Nato e dell’Unione europea serve a rafforzare gli strumenti per la gestione multilaterale delle crisi.

Mai come oggi, con l‘emergenza sanitaria da covid 19 e con le sue drammatiche conseguenze economiche e finanziarie, è evidente come le crisi complesse possano essere affrontate solamente tramite le organizzazioni multilaterali. Ed è solo grazie ad istituzioni sovranazionali che si possono attuare interventi specifici che abbiano efficacia  per la prevenzione ed il superamento dei conflitti. Attraverso la messa in campo di politiche contro le diseguaglianze, la povertà, le violazioni dei diritti fondamentali. Situazioni che sono poi le ragioni che provocano le diverse instabilità.

Oggi c’è da temere che gli effetti della pandemia produrranno ancora maggiore destabilizzazione a livello globale, a seguito della crisi economica e della forte povertà che ne consegue. In tale quadro, c’è ancora più necessità di missioni internazionali, quale strumento privilegiato per prevenire ed affrontare conflittualità e per attuare una politica internazionale che mira alla stabilizzazione.

Ecco che l’Italia non deve rinunciare ad una presenza strategica. In particolare nelle regioni del Mediterraneo e del Mediterraneo allargato. Con una attenzione particolare a quei territori, dalla cui pacificazione dipende anche la sicurezza del nostro Paese e dell’intera Europa.

Di fronte a situazioni che ci interessano molto da vicino per una serie di possibili implicazioni – dagli approvvigionamenti energetici, ai pericoli terroristici, ai flussi migratori – è utile che l’Italia sia presente con interventi concreti, di carattere umanitario, che possano aiutare la popolazione e contribuiscano fattivamente alla ripresa dello sviluppo pacifico di intere aree.

Le grandi questioni del nostro tempo – dal terrorismo, alle guerre, dalla cyberserurity, ai flussi migratori – sono di una dimensione tale, che nessuna nazione al mondo, può pensare di risolverle da sola. Si possono affrontare solo in ambito multilaterale. Anzi, credo che solo rafforzando gli strumenti multilaterali e la capacità di governance dell‘intera comunità internazionale, oggi ancora più che in passato, si possa riuscire a far fronte alle complessità, sempre più articolata, così da garantire alle nostre società sviluppo e benessere. In questo, io credo, la fase storica che si sta aprendo, caratterizzata da un progressivo sfilacciamento del sistema delle relazioni internazionali, consegna anche un’opportunità. Sia all’Italia che all‘Unione Europea. Quella di diventare i sostenitori cardine del multilateralismo.

Non bisogna dimenticare che l‘Italia è il secondo paese al mondo per impegno profuso nelle missioni internazionali. Con un forte approccio di solidarietà umanitaria e di peace-keaping.

Ecco che, forte di tale partecipazione, è opportuno che il nostro paese, nelle sue linee di politica estera, si destreggi per aprirsi uno spazio politico di codecisione negli ambiti internazionali. Con un chiaro profilo di sostegno agli organismi multilaterali e soprattutto di rafforzamento dell’Unione Europea.

Questa è la responsabilità che ci consegna il passaggio storico del voto sulle missioni internazionali: delineare una prospettiva strategica attraverso la quale ispirare l‘iniziativa politica e diplomatica del nostro Paese.

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