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Per una buona lobby ci vuole una buona Pubblica Amministrazione

Per una buona lobby ci vuole una buona Pubblica Amministrazione

Le lobby sono troppo potenti, sono opache, tutelano solo gli interessi delle multinazionali, schiacciano i cittadini… Con particolare acribia, nel dibattito pubblico ci si concentra nel contare i difetti delle lobby, ma si presta molta meno attenzione nel valutare la capacità del decisore pubblico e della pubblica amministrazione nell’avere a che fare con i lobbisti. Abbiamo affrontato questo tema nella video intervista alla professoressa di Scienza della Politica Renata Lizzi, per la serie Lobby Non Olet.

La professoressa Lizzi ha confermato quello che noi lobbisti viviamo da tempo sulla nostra pelle. Una Pubblica Amministrazione competente e preparata è una manna dal cielo per chi fa questo mestiere. È invece assolutamente falso il contrario. Non è vero che una controparte impreparata e approssimativa permette al lobbista di fare il suo mestiere con maggiore facilità e disinvoltura. Il vecchio adagio “fagli la supercazzola e vedrai che ti fanno passare tutto senza fiatare” non funziona più e, a ben pensarci, non ha mai funzionato più di tanto. Al contrario, per i lobbisti un interlocutore poco consapevole del ruolo del lobbista e delle sue caratteristiche e prerogative può essere un problema serio. Difficile intendersi. Difficile trovare una soluzione che coniughi l’interesse particolare con l’interesse generale. Impossibile parlare la stessa lingua, quell’esperanto che crea un ponte tra il mondo delle imprese e quello delle norme.

“Per fare buona lobbying ci vuole un decisore pubblico, che non dipenda in tutto e per tutto dalla lobby. Deve avere una sua autonomia decisionale, deve aver definito gli obiettivi e le finalità collettive indipendentemente dall’azione di lobbying” afferma la Renata Lizzi.

“Il lobbista mi fa capire in tre minuti quello che un mio collaboratore mi spiega in tre giorni”. È una citazione attribuita a John Fitzgerald Kennedy, che per anni i lobbisti hanno citato. Da lobbista, non so se possiedo il superpotere di far comprendere in tre minuti a un decisore pubblico una questione che avrebbe bisogno di tre giorni per essere illustrata. Sono certa di no. Ma se, chi mi riceve quando accompagno un mio cliente, è preparato e comprende qual è il ruolo del lobbista, andiamo dritti e spediti al punto con un enorme vantaggio per il mondo imprenditoriale e per l’interesse generale, quindi per il Paese.

 

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