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Rinnoviamo la teologia: facciamo presto perché è davvero tardi!

Giornalista e saggista
Foto Vatican Media/LaPresse 10-04-2020 Città del Vaticano, Vaticano Cronaca Venerdì Santo, Papa Francesco celebra la Via Crucis da piazza San Pietro.Nella foto: il Santo Padre FrancescoDISTRIBUTION FREE OF CHARGE – NOT FOR SALE
Foto Vatican Media/LaPresse 10-04-2020 Città del Vaticano, Vaticano Cronaca Venerdì Santo, Papa Francesco celebra la Via Crucis da piazza San Pietro.Nella foto: il Santo Padre FrancescoDISTRIBUTION FREE OF CHARGE – NOT FOR SALE

Finalmente da un teologo del calibro di mons. Giuseppe Lorizio (“alle soglie della pensione”, dice di se stesso) arriva un deciso appello a rinnovare la teologia. Era ora! Per presto che facciamo è sempre troppo tardi. Nell’attuale situazione di guerra in Europa (operazione militare speciale) spiccano – nell’ordine – il silenzio di troppi vescovi italiani (ed europei), le grida del Papa, qualche sparuta voce di vescovi europei, gli appelli un tantino guerrafondai dell’arcivescovo greco-cattolico di Leopoli (tipo: “Dio, benedici il nostro popolo. Benedici il nostro esercito. Salva i tuoi figli dalla morte. Dio, benedici l’Ucraina”, tra i più lievi, il 12 aprile). Insomma vediamo bene che il Papa è solo. Guai a decidere di mettere nella Via Crucis una donna ucraina ed una donna russa insieme: strali da tutte le parti, dimenticando che il Papa ha una visione pastorale e non certo politica (o partitica) come giustamente ricorda il gesuita Antonio Spadaro.

Ma torniamo a Lorizio: è ora di rinnovare la teologia, aprendo le porte delle Università e delle Facoltà teologiche al reale mondo cattolico. I teologi (sacerdoti, laici e laiche) si considerino intellettuali in grado di svolgere un ruolo culturale. E sarebbe ora. Qualche indicazione, secondo lui, arriva dall’Associazione Teologica Italiana e dall’Appello pubblicato oramai quasi un anno fa da un gruppo di teologi sotto l’egida della Pontificia Accademia per la Vita (un po’ bistrattato da Lorizio: l’appello – scrive – vorrebbe “addirittura rifondare epistemologicamente” la teologia…).

Insomma nel grande e desolante silenzio del mondo cattolico (italiano, e non solo) qualcosa si muove anche se prese di posizione ‘teologiche’ contro la guerra non se ne vedono (eccezione fatta per mons. Paglia su “Il Riformista”, pure tradotto in giapponese!).

Ancora troppo poco. Come possiamo smuoverci un po’ di più? A mio avviso le indicazioni ci sono e si tratta di strade molto chiare. Primo: riannodare il filo tra teologia e pastorale, cioè tra pensiero teologico e prassi, evitando le derive e gli eccessi di riflessioni che non incidono sulla realtà. Secondo: come dice il documento “Veritatis Gaudium” del 2018 sul rinnovamento degli studi teologici e della formazione superiore cattolica, occorre pensare in termini interdisciplinari e transdisciplinari, perché i confini tra discipline non servono a nulla. E in proposito – terzo punto – si abbia il coraggio di fare piazza pulita di tutto quello che non serve per riaffermare in modo netto ed inequivocabile che ci serve una teologia che leghi strettamente etica e dottrina sociale per essere all’altezza delle sfide tecnologiche, sociali, culturali, economiche ed etiche che dobbiamo affrontare (tipo: vada in soffitta la teoria della guerra giusta!). E dunque – quarto punto – si abbia il coraggio di dire che ci sono impostazioni teologiche tradizionali da mettere nei libri di storia della teologia perché non servono. Serve un vero dialogo tra discipline scientifiche ed umanistiche, per spostare in avanti l’asticella e rimettere la riflessione sul binario di un corretto rapporto tra esseri umani, prendendo sul serio l’Enciclica Fratelli Tutti. Il resto serve come storia della teologia, cioè a poco.

Dimenticavo: queste poche e veloci idee vengono da un non-teologo. Pertanto possono benissimo venire ignorate, perché una delle caratteristiche pregnanti della Chiesa di oggi (leggi il clero) è di snobbare tutto quello che arriva da chi non ne fa parte (il che spiega perché la teologia fatta da laici e laiche conta sempre molto poco). Rinnoviamo la teologia ma facciamolo presto perché è proprio tardi! Chi volesse saperne di più ha a disposizione 10 Regole per un Vaticano felice (e non solo Vaticano…!)