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Salvare l’Italia dal virus, senza trasformarla nel Venezuela d’Europa

Ambientalista
Salvare l’Italia dal virus, senza trasformarla nel Venezuela d’Europa

Fino a pochi giorni fa parlare di graduale riapertura era un tabù, ora non è più così quasi nessuno mette in dubbio che è fondamentale far ripartire il Paese.

C’è però una frase pericolosa, che alcuni politici stanno usando “devono essere i tecnici a decidere quando riaprire”. Un politico che usa queste parole sostanzialmente ci sta dicendo che la politica è inutile, che lui stesso è inutile.

E inoltre non è giusto soprattutto nei confronti dei tecnici usare queste parole, perché i tecnici devono stare nel loro ambito di riferimento.

Nel caso specifico non devono essere i virologi né i medici a decidere quando riaprire, perché il loro mestiere non è governare, ma solo combattere il virus: limitare al massimo le possibilità di contagi per più tempo possibile, fino al loro azzeramento. A loro non va chiesto di più.

Chi governa il Paese invece deve tenere conto di altri obiettivi, nel caso specifico impedire che l’Italia entri in una crisi economica irreversibile. Chi governa deve limitare i rischi del contagio mettendo in campo tutte le misure di sicurezza possibile e allo stesso tempo limitare i danni della crisi.

Questo è il ruolo della politica. In una società che funziona i tecnici consigliano, i politici ascoltano e poi decidono.

È una decisione difficilissima, in cui si sta decidendo davvero il futuro del Paese.

Da un lato c’è la tutela della salute, per cui bisogna impedire di prendere una decisione affrettata per non vanificare tutti gli sforzi fatti.

Dall’altro c’è la tutela dell’economia perché ogni settimana di ritardo ha un costo economico davvero grande, che impatta direttamente sul benessere economico del Paese. E quando parliamo di benessere non significa la nostra capacità di cambiare telefono per acquistare l’ultimo modello, comprare borse o scarpe, si intende la capacità del sistema di continuare ad offrire servizi fondamentali come sanità, scuola, sicurezza ecc.

Fino a qualche anno fa il nostro incubo era quello di “fare la fine della Grecia”. Se questa situazione dovesse continuare per altri mesi diventare la Grecia non sarebbe più un incubo, ma un miraggio. Quello che rischiamo è quello di diventare il Venezuela d’Europa: un Paese dove i servizi essenziali sono praticamente scomparsi e i beni vengono acquistati al mercato nero. Il Venezuela sarebbe un Paese ricco, ma è diventato poverissimo a causa di tante scelte sbagliate.

Per questo la politica deve essere seria e coraggiosa, si consulti con i migliori tecnici, ma poi si assuma la responsabilità della scelta

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