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Scuola, linfa di vita

Studente e social media manager
Scuola, linfa di vita

Ormai da quasi due mesi le nostre scuole sono chiuse. Mesi fa ognuno di noi ragazzi avrebbe pagato oro per avere un settimana un più di vacanza o un attimo di tregua, ma, ormai, oggi non è più così. Proprio quando sentiamo la mancanza di qualcosa, capiamo quanto essa valga per noi. La scuola non è infatti solamente un percorso nozionistico, ma un luogo dove si sviluppano importanti rapporti umani. Quello che manca è appunto il contatto con i professori e gli amici, con in quali puoi scambiare una parola che ti alleggerisce la giornata.

Ora, come ribadisce sempre a gran voce la Ministra all’Istruzione Azzolina, la scuola non si ferma, ma, al contempo, non possiamo dire che la nuova scuola digitale sia addirittura meglio di quella normale. La scuola “vera” è diversa non solo perchè non capita che quando l’insegnate parla appaia la scritta riconnessione in corso, ma anche perché in classe c’è l’ opportunità di crescere insieme. Mancano, ad esempio, le possibilità di fare alcune domande per propria curiosità, che molte volte possono essere d’aiuto anche per gli altri compagni o spunto, per l’insegnante, per spingerci ad un’altra riflessione.

Ormai la decisione è presa: non rientreremo in classe fino al primo settembre prossimo. Il dubbio rimane per quei ragazzi della quinta superiore, che si trovano spaesati non sapendo come dovranno affrontare gli esami di maturità. Infatti è ancora da decidere se gli esami verranno effettuati in presenza o online, in questo caso con una grande prova orale solamente. In tutto ciò mi chiedo dove sia finito il Ministro dell’Università, di cui nessuno ha mai avuto notizie dal giorno seguente alla sua nomina. Il mondo dell’Università è fondamentale per l’Italia e richiederebbe molta attenzione. Spero quindi che nei prossimi giorni vengano dettate delle linee guida anche per le università, che, almeno per il momento, sembrano abbandonate a loro stesse.

Anche delle scuole dell’infanzia tutti sembrano essersene dimenticati: a rimetterle al centro ci sta provando la ministra per la famiglia Elena Bonetti. Speriamo quindi che le sue idee trovino seguito e supporto nell’intera maggioranza. Soprattutto c’è da domandarsi dove i bambini piccoli potranno essere lasciati, dal momento che gradualmente i loro genitori, si spera, rientreranno al lavoro. E anche qua, l’unica che si sta interessando a questo tema è la ministra Bonetti.

Nel resto d’Europa le scuole verranno riaperte in quasi tutti i paesi, anche in Francia e Spagna, due tra i paesi più colpiti insieme all’Italia dal coronavirus. Questa decisione è stata presa per garantire in tutto e per tutto il diritto all’istruzione e per aiutare le famiglie. Bisogna infatti ricordare che nel resto d’Europa molti settori, a differenza dell’Italia, non hanno mai chiuso. Ora, anche nel nostro paese, sarebbe il caso di iniziare pian piano a ripartire perché questo stop alle produzioni sta facendo perdere all’Italia circa 9-10 miliardi di euro a settimana.

In Francia hanno scelto di riaprire progressivamente, iniziando dalle periferie. Questi sono i luoghi più importanti di un città, dove i ragazzi finirebbero in mano alla criminalità. Anche i tanti terroristi che hanno commesso attentati erano cresciuti nelle banlieue parigine. Lo stesso vale per le cittadine specialmente nel sud italia dove le mafie regnano sovrane, coinvolgendo ragazzi anche molto piccoli nel mondo dell’illegalità. Proprio il presidente francese Emmanuel Macron, nel suo messaggio alla nazione, ha annunciato questa scelta. Il ministro all’Istruzione Blanquer ha poi dichiarato che bisogna salvare gli studenti che potrebbero andare alla deriva a causa del confinamento, perché più fragili.

In Spagna i governanti hanno scelto la linea della scaglionamento: i ragazzi rientreranno in classe regione per regione in tempi diversi a partire da maggio, a seconda del numero di contagi che si registrano nelle singole regioni.

Allora mi chiedo: perché in questo momento non vengono utilizzati quei due miliardi stanziati dai precedenti governi sull’edilizia scolastica per ristrutturare e fare manutenzione nelle nostre scuole? É una follia infatti le aule siano vuote e che non vengano fatti questi lavori, anche più grandi, di cui alcune scuole necessitano da tempo. Ci sono soldi da poter spendere e il tempo per fare questi lavori, ahimè, non manca. Lavoriamo per far ripartire in tutta sicurezza i cantieri e soprattutto per evitare che dei soffitti caschino nuovamente in testa ai ragazzi. E sicuramente, facendo queste opere, ripartirà  pian piano anche la nostra economia e molti gioveranno dell’indotto che ne deriverà. 

E per favore, almeno a settembre, con le dovute precauzioni, riaprite queste scuole, perché sono parte fondamentale della nostra vita.

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