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Spazio “Co-blogging” – Il Virus del Contrappasso

Esperto di politiche energetiche e sviluppo commerciale
Spazio “Co-blogging” –  Il Virus del Contrappasso

Per lo spazio co-blogging di oggi vi propongo una riflessione dell’amico – e bravissimo artista – Carlo Cazzaniga (in arte CUT). La sua analisi del periodo che stiamo vivendo fa riflettere, in primis per la lucidità con cui affronta alcune tematiche economico-sociali, ma anche per la visione del presente e del futuro che a suo dire deriverà da questo periodo alienante. È una lettura interessante, a tratti illuminante. Ve la propongo con piacere.

Una riflessione di Carlo Cazzaniga

Scrivo dopo aver rispettato un lungo silenzio. Lungo, per allenare l’ascolto. Lungo, come una quarantena.
Un po’ come facevano gli stoici. Per ascoltare. Non solo le parole, ma anche il contesto: sensazioni, atmosfera, sentimento, paure, odori, silenzi.  Per interrogarmi.
Tutti questi inni nazionali, dai balconi alle radio, dalle tv ai video sulla rete mi ci hanno spinto.
Del resto ho sempre temuto il patriottismo degli imboscati, di quelli che non sanno cosa sia stare al fronte.
Di quelli che ostentano la parola “Italia” o una bandiera come alcuni han fatto coi rosari, tanto per intenderci.
Meno opinioni e più riflessioni. Le opinioni in libertà, in fin dei conti, non corrispondono alla libertà di opinione.
In quanto la libertà, direi che non si misura con il numero di opinioni che siamo in grado di produrre. Ma con ben altro.
Sento però, ed è un sentimento che vorrei condividere con voi, che ci sono un paio di temi che vorrei sottolineare dei quali sento parlare poco. E meno ancora frequentare. Strettamente connessi fra loro, anche solo per coerenza.

BONUS 600euro, e bonus sociali
Il primo, si riferisce ad una certa solidarietà morale che ciascuno dovrebbe intellettualmente riconoscere.
Soprattutto ai favori che la vita gli ha concesso (specie in questo frangente).
E vado dritto al punto.
Penso sia doveroso in merito al bonus delle partite IVA, che alcune figure non ne facciano richiesta.
Personalmente non vivo con grandi disponibilità economiche e il mio reddito è ai minimi da anni.
Tuttavia sia io che la cerchia più stretta di familiari gode di buona salute, e non ho avuto lutti in famiglia.
A mio avviso, questo è già un buon motivo per non fare istanza di richiesta all’INPS ( e così farò).
Perché in questa circostanza, oltre che un dovere morale diventa anche civile.
A chi mi dice: “ … ma è un nostro diritto ” rispondo che avere un diritto non significa doverlo rivendicare in ogni caso.

Il concetto del diritto, delle garanzie e il conseguente malcostume
Da quando sono nato sento pronunciare frasi come: “ …la casa è un diritto”, così come: “ il lavoro, la promozione, la pensione, la sanità, il rispetto, lo spazio, la parola, …..  da qualche anno anche il reddito …”.
Al tempo stesso ho sentito esprimere molti meno concetti sul dovere!
L’emergenza sanitaria ci ha riportato alla realtà!
L’uomo può fare del suo meglio per mettersi a riparo dalle controversie, ma la vita, in quanto tale, non produce garanzie. Ne può pensare che una società, anche evoluta, possa metterlo al riparo da tutto. Per diritto acquisito.
Per conquista sociale. Per principio di “lesa Maestà”.

Coraggio quindi! E audacia!
Generazioni intere sono state falcidiate da terremoti geologici ed economici, devastazioni ed epidemie, guerre e stermini di massa. In tutto ciò nessuno ha mai dato garanzie sul valore della moneta, sugli investimenti immobiliari, sul prezzo dell’oro, sull’esistenza di un letto caldo, un tetto o due pasti al giorno.
Perché mai allora, dovrebbe essere così nel 2020?

Quello che stiamo vivendo in prima persona è una pagina importante di storia.
La legge del contrappasso potrebbe generare in modo verosimile un autentico cambio di visione sociale, di paradigma, valorizzando gli effetti collaterali.
Lealtà e onestà intellettuale ci impongono di valutare la situazione nel suo evolversi e prendere con intelligenza ed equilibrio le giuste decisioni: a livello personale e collettivo. Trovo sempre penoso il ricorso al “io l’avevo detto”, soprattutto quando avendo detto tutto e il contrario di tutto, c’è un solo singolo istante in cui si è avuta ragione!
Trasformiamo la “guerra” (così come alcuni la chiamano) in una “gara”: di solidarietà, di impegno ma anche di pensiero e sensibilità. Trasformiamo una rinuncia in un atto virtuoso. Un capriccio in una riflessione autentica. Un senso del dovere come un modo concreto per ricordare chi è morto.

In tempi non sospetti e forse per casualità, avevo riletto i Promessi Sposi, preparandomi quasi in modo involontario a quanto stava per accadere. Ma è stato quando ho ripreso in mano la Commedia di Dante, l’istante in cui ho intravisto una chiave di lettura di ciò che le circostanze ammoniscono: la legge del Contrappasso.
Nella prima parte della Divina Commedia ambientata all’Inferno, i dannati subiscono una pena che ribalta il loro “vizio”, evidenziandolo in modo paradossale: i violenti diventano vittime della loro stessa violenza, i golosi diventano loro stessi cibo per altre anime …
Col Contrappasso, o ribaltamento dei valori, dei ruoli, dei comportamenti ma anche delle situazioni di vita, Dante dimostra una creatività tipicamente italiana, pescando nel torbido e inventando, per ogni peccato e girone dell’Inferno, condizioni e situazioni assolutamente improbabili e “scenografiche”.
È questo che mi ha colpito anche negli effetti collaterali del Corona Virus: come cioè produca effetti inaspettati e sorprendenti, mettendo in risalto gli errori e le mancanze del nostro sistema di vita pre-contagio.
È da questo che speriamo tutti di imparare e di ripartire quando tutto sarà finito…

Potremmo chiamarlo quindi il Virus del Contrappasso.
Potenza invisibile nell’era della visibilità. Minaccia il respiro ma migliora la qualità dell’aria.
Costringe a casa le famiglie ma riconsegna ai genitori il ruolo di educatori. Relativizza l’intelligenza artificiale vendicando il mondo animale più selvatico. Ridicolizza l’opinione del popolo valorizzando la competenza degli esperti. Penalizza il contatto fisico dimostrandone l’insostituibilità. Elimina gli eccessi dando forza all’essenziale. Elimina gli alibi maschili parificando i ruoli domestici. Isola le persone indicando il bisogno di reciprocità. Disarma la discriminazione selettiva alimentando la coscienza sistemica.
Non credo al castigo biblico, ma nella genialità di Dante sì!

La vita che fiorirà riparte da questa consapevole fragilità. Siamo vulnerabili. Sembrava che lo avessimo dimenticato. Avevamo poco tempo in tanto spazio. Adesso abbiamo tanto tempo in poco spazio.
Speriamo di arrivare con pazienza a nuovi equilibri.
È l’unica cosa che siamo chiamati a fare.

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