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Tour scouting in vista del Premio Fabrizio De Andrè, anche questa è parità: intervista alla Direttrice Artistica Luisa Melis

Giornalista Pubblicista, Avvocato. Esperta di parità di genere, sicurezza sociale e parità etnica-razziale
Tour scouting in vista del Premio Fabrizio De Andrè, anche questa è parità: intervista alla Direttrice Artistica Luisa Melis

Per i giovani esiste una parola che vale più di tante altre: opportunità. È la chiave che può aprire porte, accendere talenti e trasformare un potenziale in una storia concreta. Nell’età in cui si può ancora diventare tutto, ma anche rischiare di non diventare niente, la differenza la fa spesso qualcuno disposto a credere in loro. Un insegnante, un allenatore, un imprenditore, un’associazione che scelga di investire fiducia prima ancora che chiedere risultati. E’ in questa cornice che si inserisce “E ti piace lasciarti ascoltare” il tour scouting collegato al Premio Fabrizio De Andrè che sta attraversando l’Italia (Emilia, Toscana, Piemonte, Liguria, Abruzzo, Molise, Puglia, Lazio, Sardegna, Calabria) in cerca del vincitore della venticinquesima edizione. Musica, poesia e pittura sulla scia dell’amore di De Andrè verso l’arte.

Un talent di una volta, di quelli fatti lontani dalle telecamere e perciò più liberi di interessarsi alla vera sostanza delle cose più che non alla loro mera rappresentazione. Quelli genuini dove i tempi si rallentano a favore della ricerca dell’essenza di giovani talenti alla ricerca della loro opportunità. Parità è anche questo: dare spazio alle nuove generazioni. Di questo ne ho chiesto a Luisa Melis, Direttrice Artistica e organizzatrice del Premio Fabrizio De Andrè.

In tempi di scouting mediatico, qual è la peculiarità di svolgerlo sul territorio, dal vivo, Regione per Regione?
Trovo sia fondamentale dare attenzione ai giovani artisti da parte di chi sul territorio opera e quindi ha il polso della situazione musicale. Vedere ed ascoltarli dal vivo è ben diverso da quello che si fa tramite le iscrizioni on –  line considerando poi che, oltre all’ascolto, c’è anche il modo, per le commissioni e i candidati, di poter interagire. Il Premio De André è un vero e proprio contenitore culturale e in quanto tale vuole valorizzare la cultura in tutte le sue espressioni artistiche. Un obiettivo ambizioso possibile solo se fatto così, lentamente, con scrupolo, sul territorio.

All’appello del tour mancano molte Regioni italiane (una su tutte la Lombardia). C’e’ la previsione di allargamento?
Assolutamente si e già dal prossimo anno.

Cos’e’ la targa “Faber”?
E’ una targa che consegnamo ogni anno ad artisti di chiara fama che riteniamo meritevoli per la loro arte. C’è anche una seconda targa “Quelli che cantano Fabrizio” che va a chi si distingue per la propria reinterpretazione dell’opera di Fabrizio. Solo l’anno scorso sono state assegnate all’ attore Luca Marinelli e il produttore discografico Mauro Pagani.

Questo è il venticinquesimo anno di premiazione: come sono cambiati i giovani in questi anni?
Premesso che negli artisti che selezioniamo cerchiamo sempre una certa originalità e testi di rilevanza, più che cambiati, direi che i giovani restano sempre giustamente molto influenzati dal contesto in cui si trovano a vivere. Un esempio su tutti: durante il Covid, moltissimi esprimevano disagio, senso di isolamento ed impotenza. ..

Cosa che accadeva anche con Fabrizio De Andrè che negli anni sessanta incideva brani memorabili dedicati a prostitute, reietti e antieroi, così come negli anni settanta della ribellione sociale…  La finale del Premio sarà a Roma. Quando e cosa aspettarsi?
Sì, la prossima edizione si terrà il 18 e 19 settembre presso il parco di Villa Bonelli. Purtroppo piazza De André non sarà disponibile per lavori di ristrutturazione. Alle finali, per la sezione “musica” accederanno dieci finalisti scelti su trenta durante le semifinali che si terranno il 26, 27 e 28 agosto a Caramanico Terme. Sia le semifinali che le finali saranno presentate dal noto critico musicale Paolo Talanca. Ovviamente insieme a grandi ospiti. E come sempre Presidente di giuria sarà Dori Ghezzi.

Per i giovani le opportunità non rappresentano soltanto una possibilità, sono dei messaggi e in questo caso il messaggio potente è che “tu puoi farcela” e, a volte, è tutto ciò che serve per cambiare il loro destino.

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