Tommaso Calderone, vicepresidente della Commissione Giustizia alla Camera, è da sempre impegnato sul tema giustizia che in questi ultimi giorni, inevitabilmente, interseca e si combina con un altro tema molto discusso: la sicurezza e il mantenimento dell’ordine pubblico sul territorio nazionale.

Da tempo si respira un clima di violenza diffusa mista a intolleranza. Perché tutta questa rabbia? La politica sta facendo tutto il possibile per contenere questi fenomeni?
«La sicurezza dei cittadini è stata sempre una priorità, e il governo Meloni da 4 anni vara norme per rendere le nostre città più sicure. Le proporzioni del fenomeno sono ben a conoscenza del governo, tanto è vero che è intervenuto con più provvedimenti. Bisogna continuare sulla strada della fermezza. Le polemiche delle sinistre sono sterili e faziose. Cosa hanno fatto i governi di sinistra in tema di sicurezza? Quali proposte hanno avanzato? Esprimono concetti vuoti facendo riferimento a una generica prevenzione senza mai indicare la strada. Dicano negli anni passati cosa hanno fatto».

Il caso Roggero è una sconfitta un po’ di tutti. Qual è il suo punto di vista?
«Lo Stato c’è ed è nelle migliaia di arresti che ci sono tutti i giorni. La repressione del crimine grazie al lavoro di magistrati e forze dell’ordine avviene quotidianamente. Lo Stato avrebbe arrestato i rapinatori di Roggero, li avrebbe processati, li avrebbe condannati e li avrebbe portati in carcere. Quanti malfattori lo Stato arresta ogni giorno con un lavoro silenzioso e prezioso. Non bisogna generalizzare e non bisogna strumentalizzare. Per ogni malvivente che la fa franca, ce ne sono cento che vanno in galera. Bisogna essere seri nelle analisi. Il populismo lasciamolo ai social. Su Roggero mi sono già espresso. Non spettava a lui farsi giustizia. Esiste lo Stato per punire i malviventi».

Gli italiani chiedono ad alta voce un ampliamento dei casi in cui la difesa sia legittima. La politica deve intervenire in materia?
«Il sentiment è il risultato del pensiero di tanta gente che capisco, ma lo Stato deve occuparsi di garantire le regole democratiche e civili del Paese e non di cosa pensa qualche cittadino seduto al bar tra un bicchiere e l’altro».

Veniamo al caso Fakir. Che idea si è fatto?
«La mia opinione è di una semplicità disarmante. Lasciamo lavorare i magistrati che accerteranno se esistono o meno responsabilità e in capo a chi sono».

Cosa pensa della decisione del sindaco Lepore sulla manifestazione convocata lunedì 20 luglio?
«Lepore, a mio avviso, ha commesso un grave errore. Non si prendono mai decisioni sull’onda emotiva. Le istituzioni devono sempre pensare alle conseguenze, avendo sempre a mente il bene primario della sicurezza del cittadino. Piuttosto è corretto complimentarsi con le forze dell’ordine. Sono state impeccabili. Ma ovviamente di questo nessuno parla».