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Vaccini e no-vax in salsa Usa: “cattolici” un po’ strabici all’assalto

Giornalista e saggista
Vaccini e no-vax in salsa Usa: “cattolici” un po’ strabici all’assalto

Vaccinarsi sì o no? Non dovrebbero esserci dubbi. Ad esempio negli Usa il Covid-19 ha ucciso oltre 380 mila persone (il conteggio è della John Hopkins University) ma anche così resiste e cerca di espandersi un fronte che salda religione e movimento no-vax. A dispetto delle evidenze e degli appelli che provengono dagli stessi leaders religiosi.

Ma tant’è: il no al vaccino per presunti motivi etici si salda alla propaganda contro la Chiesa cattolica, accusata di avere svenduto la moralità, il Vangelo, l’impegno contro l’aborto.

Che c’entra l’aborto? C’entra perchè AstraZeneca ha usato una linea cellulare nota come HEK293 per sviluppare il suo vaccino. Secondo il team dell’Università di Oxford,  le cellule HEK293 originali sono state prelevate dal rene di un feto abortito nel 1973, ma le cellule utilizzate ora sono cloni delle cellule originali e non il tessuto originale. Invece i vaccini già approvati in Usa e in Europa sono prodotti da PfizerBioNTech e Moderna con la tecnologia dell’Rna messaggero e non usano le linee cellulari provenienti da due feti abortiti del secolo scorso, ma solo per alcuni test in laboratorio. Anche così ce ne è abbastanza per dare ossigeno al più acceso conservatorismo in nome del Vangelo “pro life” no-vax.
Tuttavia non solo la Chiesa cattolica nel suo insieme è schierata a favore dei vaccini: la Congregazione per la Dottrina della Fede a dicembre ha dato un definitivo via libera ai vaccini, sottolineando che originano sì da cellule prelevate da due feti abortiti ma nel secolo scorso; e i risultati di oggi non hanno che remoti collegamenti con quei tessuti. E soprattutto vale il principio che vaccinandosi si lavora a favore del bene comune e di una protezione che salva vite umane. Stessa linea della Pontificia Accademia per la Vita e del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale che hanno diramato un documento congiunto il 28 dicembre.
Altri leader religiosi cristiani hanno espresso posizioni analoghe: solo nella influente Chiesa battista, negli Usa, hanno parlato a favore del vaccino il pastore Robert Jeffress della Southern Baptist di Dallas, il reverendo Al Mohler, presidente del Seminario teologico battista e il reverendo Russell Moore. Molti i vescovi cattolici a favore anche se resiste qualcuno ancora contrario.
Una forte opposizione arriva dagli irriducibili tradizionalisti cattolici arroccati sulle posizioni estremiste “pro life” a tutti i costi. Gli stessi che in passato manifestavano violentemente fuori le cliniche dove si pratica l’interruzione di gravidanza. Gli stessi che ora sparano articoli presentando le teorie di sedicenti scienziati – biologi, teologi, medici – che descrivono l’orrore di quei due feti abortiti nel secolo scorso per sostenere come quelle cellule siano ben vive e vegete. Il meccanismo è collaudato: fomentare reazioni emotive e molte persone di scarsa cultura in buona fede credono che sia meglio non vaccinarsi per evitare di “cooperare” con il “male”, secondo uno scontato vocabolario medievale.
Di più: si rinforza una visione anti-istituzionale. E’ infatti assai curioso vedere attaccata la Congregazione per la Dottrina della Fede, di cui tutto si può dire tranne che sia capofila progressista! La strategia del conservatorismo cattolico “by social media” e “by internet” è esattamente semplice: esisteranno sempre dei “valori non negoziabili” fermando la Chiesa e qualsiasi dibattito etico (a Pio XII o a prima del Concilio Vaticano II – al massimo si arriva alla difesa strenua della vita di Giovanni Paolo II) e respingendo la scienza e le sue scoperte. Ed anche i cambiamenti sopravvenuti nella storia del mondo.
Naturalmente sarebbe ingenuo pensare ad una strategia culturale di estrema retroguardia e basta. Ci sono interessi economici precisi e finanziatori che hanno interesse a dividere la Chiesa cattolica facendo passare papa Francesco per un “picconatore”. Siccome non piace la sua linea ecologista e “green” – è scomoda alle lobbies delle armi, della pena di morte, del petrolio e via dicendo – lo si attacca dandogli dell’ “eretico”. Per un papa gesuita è veramente troppo!
A ciò si aggiunge la singolare miopia del versante “pro life” a senso unico: nel computo dei decessi immorali contano solo gli aborti, non i morti sparati, tantomeno i meno abbienti senza accesso alle cure sanitarie. La Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti ha notato in questi giorni che combattere l’aborto è una “preminente” priorità ma anche che la vaccinazione contro il coronavirus “dovrebbe essere intesa come un atto di carità verso la nostra comunità”. Chissà se stiamo assistendo ad un primo passo per ridurre lo strabismo di una difesa della vita che va a senso unico e i vescovi Usa si daranno da fare per meglio “cattolicizzare” se stessi e i loro fedeli, magari consigliando di leggere e rileggere bene il Magistero?

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