Intelligenza Artificiale
ChatGPT entra nell’oncologia: le prime linee guida di Esmo per l’IA nella cura del cancro
L’oncologia segna un punto di svolta nell’integrazione dell’intelligenza artificiale. La European Society for Medical Oncology (Esmo) ha presentato Elcap, il primo quadro di riferimento ufficiale per l’impiego dei modelli linguistici basati su IA nella pratica clinica. Alla stesura di Elcap hanno contribuito 20 esperti internazionali tra oncologi, bioeticisti, data scientist e rappresentanti dei pazienti. Tutti condividono la convinzione che nessun algoritmo possa sostituire il giudizio clinico umano, ma che l’IA possa renderlo più informato, rapido ed equo.
Pubblicato su Annals of Oncology e presentato al Congresso Esmo svoltosi a Berlino, il framework riflette l’impatto crescente dei grandi modelli linguistici sulla medicina. L’obiettivo è offrire una guida pratica che permetta di coniugare innovazione, trasparenza, tutela dei dati e responsabilità professionale. Le 23 raccomandazioni contenute nel documento mirano a promuovere un utilizzo efficace, sicuro e responsabile di strumenti come ChatGPT nel trattamento dei tumori.
Il documento distingue tre categorie di applicazione, definite in base al livello di rischio e al tipo di utente. Il primo livello riguarda i pazienti, per i quali sono previsti chatbot informativi o di supporto da utilizzare solo sotto supervisione medica, con meccanismi di controllo e protezione della privacy. Il secondo livello è pensato per i clinici e comprende strumenti destinati al supporto decisionale, alla traduzione o alla redazione di documenti. In questo caso, l’uso è subordinato a una validazione scientifica e a limiti d’impiego chiari, con la responsabilità finale che resta sempre in capo al medico. Il terzo livello, infine, interessa le istituzioni sanitarie e include sistemi integrati nei fascicoli elettronici per analisi avanzate, sintesi dei dati e abbinamento dei pazienti a studi clinici. Per queste applicazioni è prevista una governance rigorosa, con test, monitoraggi costanti e aggiornamenti obbligatori.
Il principio di fondo resta invariato: l’intelligenza artificiale non sostituisce il medico, ma ne amplifica le capacità decisionali e organizzative. Le linee guida riconoscono tuttavia l’evoluzione rapida dei cosiddetti modelli “autonomici”, capaci di agire senza input diretti, e segnalano la necessità di ulteriori regole specifiche per affrontare le nuove sfide etiche e di sicurezza. La pubblicazione del framework segna così l’inizio di una fase di transizione: quella in cui l’intelligenza artificiale diventa parte integrante dei processi di cura, a condizione che vengano rispettati standard condivisi e principi di trasparenza. Solo un equilibrio tra innovazione e responsabilità potrà trasformare l’IA in un alleato concreto nella lotta contro il cancro.
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