Chi ha ucciso Daria Dugina, la figlia 30enne dell’ideologo e filosofo Aleksandr Dugin, da molti considerato l’ideologo del presidente russo Vladimir Putin? Sono diverse le ipotesi in campo di un attentato, avvenuto sabato sera vicino Mosca, che ha dimostrato la debolezza del sistema di sicurezza interno dei russi. Un attentato che ha colpito mente e megafoni della propaganda di Vladimir Putin.

La Russia ha prontamente lanciato un’accusa contro l’Ucraina attraverso le parole di Maria Zakharova, portavoce degli Esteri del Cremlino: “Se troveremo tracce del coinvolgimento di Kiev, vuol dire che lo stato ucraino è uno stato terrorista”. Stesse accuse lanciate dai separatisti del Donbass. Per il governatore di Donetsk, Denis Pushilin, la bomba è stata piazzata da sabotatori di Kiev che fin dall’inizio dell’invasione hanno cominciato a lanciare attacchi in territorio russo.

Dal canto suo l’Ucraina smentisce qualsiasi tipo di coinvolgimento. “Non siamo stati noi” specifica Mikhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Zelensky.

Ma c’è anche l’ipotesi fronda interna. A lanciarla è l’ex parlamentare russo Ilya Ponomarev, espulso dalla Russia per le sue attività contro il Cremlino. Secondo quest’ultimo i militanti anti-Putin dell’esercito repubblicano nazionale (Nra) sarebbero i responsabili dell’attentato che ha ucciso Daria Dugina. “Questa azione, come molte altre azioni partigiane compiute sul territorio della Russia negli ultimi mesi, è stata condotta dall’esercito repubblicano nazionale (Nra)”, ha affermato Ponomarev. “Questo attacco apre una nuova pagina nella resistenza russa al ‘putinismo'”, ha aggiunto l’ex deputato russo che oggi risiede a Kiev. Membro di sinistra della Duma russa, Ponomarev è stato l’unico deputato a votare nel 2014 contro l’annessione russa della Crimea.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori russi, la bomba è stata posizionata sotto il sedile del guidatore della Toyota Land Cruiser dove viaggiava da sola Dugina. L’esplosione ha sparso detriti per decine di metri, ha disintegrato il tettuccio e i due posti davanti, ha fatto saltare i finestrini, ha piegato la carrozzeria verso l’esterno e ha sbalzato il corpo sulla strada.

Toyota parcheggiata per almeno tre ore in un parcheggio incustodito e inquadrato da telecamere a circuito chiuso non operative da alcune settimane. Probabile dunque che chi ha deciso di posizionare la bomba abbia preparato tutto già da diverso tempo perché probabilmente a conoscenza della partecipazione all’evento letterario di Dugin (che probabilmente doveva essere il vero obiettivo dei terroristi) e della figlia. All’ultimo momento invece l’ideologo ha scelto di salire su un’altra auto e non su quella guidata da Dugina.

Ci sono poi altri due episodi da tenere in considerazione. Sabato due russi e un ucraino sono stati fermati mentre cercavano di entrare in un vecchio impianto militare in Albania. Una volta scoperti hanno usato un gas urticante ferendo un paio di guardie.

Altro episodio da chiarire è avvenuto nella regione ucraina di Kirovohard dove è stato freddato con un solo proiettile il capo dell’intelligence locale Oleksandr Nakonechny. Secondo le prime informazioni, il corpo di Nakonechny e’ stato trovato dalla moglie dopo che questa ha sentito il rumore di alcuni spari. La Procura ha aperto un’indagine per stabilire le dinamiche dell’accaduto.

Redazione