Per Israele
Comunità ebraica di Milano, bis di Meghnagi: “Traditi dalla sinistra, ci vuole espellere”
Walker Meghnagi strappa il bis. Il presidente della Comunità ebraica di Milano, alla guida della lista Beyahad-Insieme, è stato rieletto con il 60%. Un margine mai avuto in passato. Una vittoria larga, per certi versi storica, che ha superato le aspettative. Dal voto arriva un segnale politico: la sinistra è percepita distante, spesso pericolosa, dalla Comunità. Che infatti alle elezioni si è compattata sul nome di Meghnagi, in prima linea per la sicurezza dei luoghi di culto e costantemente impegnato contro l’ondata di antisemitismo.
Si aspettava una vittoria così netta?
«Avevo percepito il grande affetto e la gratitudine di tanti iscritti, ma devo dire che una vittoria così ampia non me l’aspettavo: è davvero commovente. Mi hanno votato iscritti di tutti gli schieramenti politici, che hanno capito che a me di destra e sinistra non importa nulla: io difendo la Comunità ebraica. Punto».
Emerge un dato politico chiaro: la Comunità ebraica si sta spostando sempre più verso il centrodestra. Il governo Meloni vi rassicura?
«Non sono gli iscritti alla Comunità ebraica a spostarsi a destra, è la sinistra che li sta espellendo. Un solo esempio: le donne ebree si sono viste isolate dalla sinistra quando hanno cercato di ricordare gli stupri di massa del 7 ottobre: negazionismo, giustificazionismo o – nei casi migliori – silenzio. Posizioni prese da loro amiche con cui avevano combattuto mille battaglie insieme. Un vero tradimento. Ho incontrato tanti ebrei di sinistra che sono disgustati dalle posizioni di M5S, AVS e anche del Pd. Quest’ultimo, in passato, faceva da argine agli eccessi dell’estrema sinistra. Oggi non più, è diventato parte del problema. Mentre Meloni – al contrario – si è dimostrata solida e affidabile, anche quando non era facile perché tanti media demonizzavano il popolo di Israele».
Certo, anche la sinistra ci mette del suo. Ormai vi ha abbandonato. Si è dato una spiegazione?
«La propaganda e le parole d’ordine di Hamas hanno fatto presa a sinistra. Si può essere critici con il governo Netanyahu, ci mancherebbe. Tutto è legittimo. Ma quando i giovani Pd contestano la “Sinistra per Israele” di Lele Fiano, quando si urla “genocidio”, quando si abbraccia una propagandista come Francesca Albanese o si grida in piazza “Palestina libera dal fiume al mare”, quando si criminalizza il sionismo, peraltro nato con forti radici di sinistra… Il messaggio che emerge è chiaro: Israele va distrutto. E quando si abbracciano questi slogan di Hamas si fa un pessimo servizio non solo a Israele, ma anche ai palestinesi. Non è un caso che a sinistra non c’è spazio per i veri partigiani palestinesi: quelli che da anni lottano contro Hamas. Silenziati anche loro. Così non si costruisce la pace, ma si preparano altre guerre».
Però va riconosciuto che almeno i riformisti di centrosinistra sono dalla vostra parte…
«Colgo l’occasione per ringraziare Delrio e tutti i firmatari del suo ddl contro l’antisemitismo. Ho trovato letteralmente folle e irresponsabile che il Pd prendesse le distanze da un’iniziativa contro l’odio antiebraico. Non doveva essere il partito dalla parte delle minoranze? Per fortuna esistono ancora i riformisti a tenere alto il ricordo dei motivi fondanti della sinistra, che dovrebbero includere la lotta contro ogni forma di antisemitismo. Del resto, non dimentico che dal Presidente Mattarella a Napolitano hanno tutti riconosciuto che l’antisemitismo spesso si nasconde dietro l’antisionismo. Purtroppo Schlein sembra non conoscere neanche la storia del suo stesso partito e dei suoi più illustri esponenti presenti e passati».
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