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Dal Merano WineFestival a Benevento, il vino campano fa squadra e guarda al futuro
Dalla sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica al Chiostro di Santa Sofia di Benevento. È stato un viaggio ideale attraverso il vino italiano quello che ha accompagnato la giornata di presentazione della 35ª edizione del Merano WineFestival e, subito dopo, la prima edizione campana della premiazione dei WineHunter Award Gold. A Roma è stato presentato il programma del festival, in programma al Kurhaus di Merano dal 6 al 10 novembre. Un’edizione che guarda alla qualità, all’eccellenza e soprattutto al futuro di un settore chiamato a confrontarsi con trasformazioni profonde.
«Un festival che rappresenta e seleziona la qualità e l’eccellenza del nostro Paese, durante il quale Merano diventa la capitale del vino in Italia», ha sottolineato il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio. Un concetto ripreso dal fondatore del Merano WineFestival e presidente di The WineHunter, Helmuth Köcher, che ha annunciato anche la nascita, nel 2027, del Merano Wine Observatory. «Vogliamo guardare al futuro: come verrà prodotto, venduto, consumato e percepito il vino tra 5, 10 o 20 anni?», ha spiegato Köcher, indicando nella capacità di mettere in rete produttori, esperti, operatori e istituzioni uno degli obiettivi centrali del progetto. Il vino, dunque, non soltanto come prodotto, ma come sistema economico, culturale e territoriale. È questa la chiave emersa anche dagli altri interventi. Maria Chiara Gadda, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, ha ricordato le sfide legate ai cambiamenti climatici, alle tecnologie e ai nuovi modelli produttivi, sottolineando come a Merano si riunisca «l’Italia migliore, che nonostante le crisi, lavora e investe sulla qualità e ce la racconta con passione».
Per Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE, il Festival rappresenta invece una vetrina sempre più internazionale per il sistema italiano, capace di creare occasioni di incontro tra produttori e mercati esteri. Diana Lenzi, per Coldiretti, ha definito il vino «un patrimonio nazionale agricolo, territoriale ed economico che non possiamo disperdere e che dobbiamo difendere e rilanciare». Numeri e prospettive che raccontano la dimensione di un comparto strategico, ma anche la necessità di accompagnarlo verso il futuro. E proprio a Roma è arrivato un altro annuncio destinato a segnare la 35ª edizione: per la prima volta nella storia dei WineHunter Award, quattro vini hanno raggiunto il punteggio perfetto di 100/100 nei Platinum Award. Quattro etichette iconiche, espressione di altrettanti territori e stili produttivi:
• Ferrari Trento – Perlé Ferrari Trento DOC 2002 (Trentino)
• Cantina Terlano – Kellerei Terlan – Alto Adige Terlano DOC Rarity 2013 (Alto Adige)
• Azienda Vinicola Attilio Contini – Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1998 (Sardegna)
• Avignonesi – Vin Santo di Montepulciano DOC “Occhio di Pernice” 2012 (Toscana)
Da Roma a Benevento il filo conduttore è rimasto quello della valorizzazione delle eccellenze e dei territori. Nel cuore della città sannita, nella suggestiva cornice del Chiostro di Santa Sofia, monumento Unesco e parte della Rete Museale di Benevento, si è svolta la premiazione delle aziende campane che hanno conquistato il WineHunter Award Gold. Sessantuno aziende, espressione di territori, vitigni e storie imprenditoriali diverse, hanno ricevuto il riconoscimento in una serata che ha rappresentato anche un nuovo capitolo della collaborazione tra il Merano WineFestival e il Consorzio di Tutela del Sannio, una collaborazione che prosegue da oltre dieci anni. A moderare l’incontro è stato Dante Stefano Del Vecchio. Sul palco si sono alternati Giampiero Rillo, vicepresidente del Sannio Consorzio Tutela Vini, l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca, il sindaco di Benevento Clemente Mastella, il presidente della Provincia Nino Lombardi, Raffaele Del Vecchio, ceo della Rete Museale di Benevento, Helmuth Köcher Presidente The WineHunter. Il riconoscimento alle aziende campane è arrivato in una fase nella quale il Sannio sta cercando di rafforzare sempre più la propria identità vitivinicola, trasformando la qualità del vino in uno degli strumenti attraverso cui raccontare il territorio. Una prospettiva che tiene insieme agricoltura, impresa, turismo, cultura e patrimonio storico. Ed è proprio questo uno degli elementi emersi con maggiore forza nel corso della serata beneventana: la necessità di fare sistema. Non soltanto mettere in vetrina le singole aziende, ma costruire una rete tra produttori, operatori, istituzioni e territorio, facendo dell’enogastronomia un motore di sviluppo capace di dialogare con il turismo e con la cultura. A colpire, però, è stato soprattutto il volto di questa nuova viticoltura campana.
Una presenza significativa di donne e una generazione di giovani sempre più coinvolta nel mondo del vino hanno restituito l’immagine di un settore che cambia e che non vuole limitarsi a custodire una tradizione, ma intende reinterpretarla. Nel Chiostro di Santa Sofia, tra imprese consolidate e nuove energie, il vino è apparso così come un punto di incontro. Un elemento capace di aggregare persone, competenze e territori. E proprio questa capacità di creare comunità può rappresentare una delle chiavi per affrontare le sfide che attendono il comparto. La 35ª edizione del Merano WineFestival ha scelto come filo conduttore «la bellezza e l’eleganza», intese come espressione della terra, del lavoro in vigna e dell’armonia nel calice e nel piatto. A Benevento quella stessa idea si è trasformata in una fotografia concreta: quella di un territorio che attraverso il vino prova a raccontare sè stesso, con le sue imprese, le sue donne, i suoi giovani e una crescente consapevolezza della necessità di stare insieme. Le 61 aziende campane premiate con il WineHunter Award Gold diventano così non soltanto ambasciatrici della qualità, ma parte di un racconto più ampio. Quello di una Campania che guarda ai mercati, al turismo e alla valorizzazione delle proprie identità produttive, con il Sannio sempre più protagonista.
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