"Non nascondo amarezza, non vorrei essere capro espiatorio dopo referendum"
Daniela Santanché si dimette da ministra, lettera velenosa a Meloni: “Cara Giorgia obbedisco ma nella mia vita pago i conti anche degli altri…”
“Cara Giorgia… obbedisco“. Con una lettera la ministra del Turismo Daniela Santanché rassegna le dimissioni invocate poco meno di 24 ore fa da Palazzo Chigi. La ministra, non senza polemiche, si accoda dunque ai passi indietro già fatti nella giornata di ieri dal sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e dal Capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, nell’ambito di un rimpasto, di carattere assai giustizialista, all’interno dell’Esecutivo dopo la sconfitta rimediata nel referendum sulla giustizia.
Le vicende giudiziarie della ministra del Turismo alla fine hanno pesato nella decisione presa dalla presidente del Consiglio. Vicende relative principalmente ai reati di bancarotta per alcune società. Entro l’estate i pm di Milano dovrebbero chiudere l’indagine per bancarotta fraudolenta su tre società del gruppo del biofood Bioera-Ki Group. Indagine a carico anche di altri ex amministratori, oltre alla senatrice, tra cui il suo ex compagno Canio Mazzaro.
La senatrice rischia di comparire come imputata in un altro processo, oltre al dibattimento già in corso a Milano per 16 imputati per il presunto falso in bilancio su Visibilia, gruppo editoriale da lei fondato in passato. Inoltre è coinvolta anche in un’altra inchiesta per la vicenda della contestata truffa aggravata all’Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid per 13 dipendenti e per oltre 126mila euro, tra maggio 2020 e febbraio 2022. Entro l’inizio di maggio è atteso il deposito ai pm anche della relazione del curatore fallimentare di Ki Group Holding, la terza società fallita della ‘galassia’ del cibo biologico, per cui la liquidazione giudiziale è stata dichiarata il 5 giugno 2025. Anche qui l’ipotesi è di bancarotta.
Questa la lettera velenosa inviata dall’oramai ex ministra alla premier:
“Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio.
Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio.
Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Delmastro che pure paga un prezzo alto.
Chiarito questo non ho difficoltà a dire “obbedisco“ e a fare quello che mi chiedi.Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri.
Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento.Cari saluti.
Daniela
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