“Questo è l’ultimo governo della legislatura del quale sono premier“. Mario Draghi taglia corto, spegne il gossip degli ultimi giorni e rilancia sulle presunte pressioni che avrebbe avanzato a Beppe Grillo per mandare via Conte dal Movimento: “Non ho mai fatto queste dichiarazioni. Mi dicono che ci sono riscontri oggettivi: vediamoli, li aspetto…“. Nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri che ha approvato le misure contro il caro bollette, il premier fornisce garanzie sulla tenuta del suo Governo ed esclude categoricamente la nascita di un nuovo Esecutivo a meno di un anno dalle prossime elezioni politiche.

“Sono ottimista, il governo non rischia. Questo governo non si fa senza i cinquestelle. Nessuno ha chiesto un rimpasto. Il M5S ha dato contributi importanti all’azione di governo e sono certo che ne darà nei prossimi mesi. Il presidente Conte ha confermato che non è sua intenzione uscire dall’esecutivo” ha chiarito. Anche sulla smentita, arrivata ieri sera da Madrid, dove si trovava per il vertice Nato, l’ex presidente della Bce minimizza: “Non capisco perché mi si vuol tirare dentro le dinamiche del Movimento“. Dalla capitale spagnola “sono tornato in anticipo perché il decreto sul caro bollette andava approvato assolutamente entro oggi”

Il premier nel colloqui di oggi al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha confermato l’impegno ad andare avanti con questa formazione. Poi critica l’eccessiva attenzione mediatica riservata alle questioni politiche relative alla scissione interna ai 5 Stelle: “Abbiamo tenuto un testo importante al G7 sul tetto al prezzo del gas, non era scontato. C’è stato un Consiglio europeo e un vertice Nato. In una settimana così densa di importanti risultati l’attenzione della comunicazione è centrata su qualcosa di politico ma che non è negli interessi degli italiani. Ho notato questa sproporzione”.

Anche sulla foto simbolo delle ultime ore, che ha alimentato i rumors sulla tenuta del Governo (quella in cui si vede Draghi seduto su un tavolino del museo Prado, scuro in volto mentre parla al telefono con i leader dei Paesi Nato alle sue spalle), il premier precisa: “Fin dall’inizio di questo viaggio ho detto ai miei collaboratori che non sarei potuto rimanere fuori con tutte le cose che avevamo da fare in Italia. La serata era una cena conclusiva, sociale, e in quel momento io mi sono seduto ed ero un po’ stanco. Ho fatto delle telefonate e sono stato sorpreso, ma mi sarebbe stato impossibile telefonare con tutti davanti”.

 

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