Non è una guerra. Non ci sono bombe. Ma è una inarrestabile emorragia, peraltro in aumento. Lo misura una ricerca sul tema della fuga dei laureati promossa dall’Associazione Per l’Italia con l’Europa e condotta dal Dipartimento di Statistica Applicata dell’Università Cattolica di Milano, che sarà presentata oggi, mercoledì 11 marzo. In dieci anni, tra il 2015 e il 2024, se ne sono andati all’estero 367mila giovani tra i 25 e i 34 anni, il 40% laureati. Di questi, uno su cinque parte dalla Lombardia. E ne torna solo il 20%. E dire che già l’Italia è terzultima in Europa quanto a numero di laureati in quella fascia di età. A compensare l’esodo provvede un flusso di laureati che arrivano dall’estero, in modo particolare dalle economie emergenti. Ma poi siamo inefficienti nell’inserirli nel tessuto economico e produttivo: circa il 50% degli stranieri occupati in Italia risulta sovra qualificato, cioè ne sprechiamo le competenze.

Quanto guadagnano i laureati italiani all’estero

L’Italia vede un drammatico squilibrio di attrattività con gli altri paesi OCSE: per ogni giovane che emigra in Italia da paesi OCSE, 14 giovani italiani emigrano verso quei paesi. Una delle ragioni, sebbene non l’unica, sono i fortissimi gap retributivi del primo impiego per i laureati: complessivamente i laureati di secondo livello trasferitisi all’estero percepiscono, a un anno dalla laurea, 2.231 euro mensili netti, +54,2% rispetto ai 1.447 euro di coloro che sono rimasti in Italia. A cinque anni dalla laurea, il differenziale retributivo all’estero aumenta a +61,7% . La Lombardia e l’area metropolitana di Milano presentano caratteristiche specifiche. Oltre a fornire il 20% dei cervelli migranti verso l’estero, la Lombardia attrae numeri elevati di diplomati-laureati da altre regioni italiane, soprattutto dal sud. I giovani lombardi con un titolo universitario manifestano una propensione significativamente più alta alla mobilità internazionale rispetto ai giovani meno qualificati. Quindi in Lombardia è in corso una sorta di sostituzione: da un lato arrivano italiani da altre regioni e stranieri da paesi emergenti; dall’altro partono residenti lombardi verso l’estero. Nel solo 2024 la quota dei laureati lombardi decisi a partire è passata dal 19 al 26%. Le conseguenze di questo stillicidio di capitale umano già si fanno sentire. Nel 2024 sono stati pubblicati in Lombardia 900mila annunci di lavoro via web; uno su due non sono andati a buon fine.

Fuga dei laureati, oggi la presentazione dei dati

Il quadro completo dei dati raccolti da questa ricerca verrà presentato oggi, mercoledì 11 marzo nel corso di un incontro pubblico. Alla presentazione dei dati seguirà un panel di discussione teso soprattutto a fare emergere linee di politica pubblica e di politiche d’impresa volte a contenere il fenomeno di perdita di capitale umano. Interverranno Paolo Anselmi, Alessia Cappello, Carlo Cottarelli, Valeria Negri, Alessandro Rosina e Sergio Satriano.
L’appuntamento alle 18, a Milano, presso la Sala Eventi della Fondazione IBVA, via Santa Croce 15, (M4 Vetra).

Marco Ghetti

Autore

Presidente di Per l’Italia con l’Europa