Le parole
I piani di Tajani tra Venezuela, Iran e Crans-Montana: piena assistenza giudiziaria ai familiari delle vittime
Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani si è recato ieri in Parlamento per riferire sui fatti drammatici di Crans-Montana e sulla situazione in Venezuela. Durante la comunicazione sulla tragedia “incommensurabile” – così definita da Tajani – accaduta la notte di San Silvestro in Svizzera, il Ministro ha descritto l’angoscia provata entrando nei locali de Le Constellation.
“Permettetemi di dire che poche volte in tutta la mia vita e nella mia lunga attività pubblica ho percepito e condiviso un dolore così straziante”, ha dichiarato Tajani, “ognuno di noi poteva avere un figlio o nipote là”. Ribadendo la vicinanza del Governo alle famiglie, ha poi precisato, “continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto”. Dinanzi a una disgrazia così straziante le forze politiche hanno scelto una risposta responsabile: è stata infatti votata, in Senato, un’unica risoluzione bipartisan d’impegno al Governo per “assicurare piena e continua assistenza giudiziaria ai familiari delle vittime decedute e alle persone ferite nell’incendio”. Tajani ha inoltre confermato, “è giusto che l’Italia chieda di costituirsi parte civile nel processo”. Vedere tutti gli schieramenti firmare la stessa risoluzione è stato sicuramente un segnale significativo, a dimostrazione che oltre la solidarietà, vi è una forte volontà politica di fare luce su quanto accaduto.
Forte spirito di unità, misto a gioia e commozione, è prevalso anche quando Tajani ha condiviso la soddisfazione per la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, “risultato di mesi di lavoro silenzioso, costante e tenace del Governo, che ha consentito, dopo la rimozione di Maduro, di cogliere un obiettivo così importante”. Per Tajani, dopo l’opprimente e violenta stagione di Maduro, si apre oggi per il Venezuela una nuova fase e l’Italia, ha confermato, vuole collaborare costruttivamente con la nuova leadership di Delcy Rodriguez, nell’interesse superiore dei venezuelani e della sicurezza internazionale. In quest’ottica, lo status della rappresentanza diplomatica italiana a Caracas è passato da incaricato d’affari ad ambasciatore a pieno titolo. “Il valore della libertà è il presupposto della nostra azione di Governo” ha affermato Tajani, che non ha voluto sottrarsi dall’esprimersi in Parlamento sull’altra grande, epocale, battaglia di libertà che si sta compiendo in queste ore in Iran.
È “inaccettabile” quanto sta accadendo nelle piazze iraniane, dove il popolo paga “un altissimo prezzo di sangue, sofferenza, carcerazione e probabilmente anche di tortura” ha puntualizzato, accolto – sia in Senato che alla Camera – da prolungati e trasversali applausi. Nel solco di quanto detto in Parlamento, e a fronte del massacro incessante di manifestanti in Iran, Tajani ha poi convocato l’Ambasciatore iraniano in Italia alla Farnesina: un gesto importante, chiesto a gran voce da giorni anche su queste pagine. Come prevedibile, il diplomatico si è tristemente fatto megafono della peggior propaganda del regime, parlando di numeri di morti e feriti manipolati e di statistiche fasulle.
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