Lo scaffale
In viaggio con Bovalino nel tecno-potere. Algoritmi e Preghiere: l’umanità tra mistica e cultura digitale
Chi è ancora convinto che la saggistica sia un genere serio e noioso non ha ancora letto Guerino Nuccio Bovalino, autore visionario che tempera il suo acume, per certi versi alla maniera di Eco, con sagace umorismo. Vale la pena, per sorridere mentre si riflette sulla realtà contemporanea, fare con lui un giro sul Nautilus, collana edita da LUISS University Press dedicata alla narrazione di “mondi curiosi, stravaganti, razionalissimi che assomigliano a diari di viaggio, mappe del tesoro, resoconti di sogni allettanti o incubi bizzarri”. La prima tappa è Algoritmi e preghiere (2024), un libro che raccoglie figure riconducibili “all’immaginario salvifico con cui gli esseri umani hanno sfidato nei secoli l’assurdità del vivere”, interrogandosi sulla ricerca di senso che attanaglia la condizione umana, tragicamente in bilico fra ineluttabile finitudine e desiderio d’infinito, amore e dolore del vivere, fuga e ricerca. E il cammino di questo irriducibile Sisifo, reso immortale dalla propria mortale volontà, è così descritto dall’autore: «L’intero cammino dell’essere umano è caratterizzato da una ossessiva fuga dalla realtà, con l’obiettivo assurdo di rimanervi attaccato. Un viaggio che ogni uomo dispiega in ciclici esodi e nostoi, fra i cieli e le terre, il divino e il mortale, lo spirito e la carne. Religioni eteree e pesanti macchine, elementi corporei e fantasmatici. Forme generate per placare la sete di verità e che portano l’uomo ad attraversare il tempo e lo spazio, imbevendo la realtà di fantasia e iper-immaginazione».
Cronaca poetica e cosmicomica delle praterie del futuribile osservate da angolature inattese, come quella dell’androide Maria Eve, che eleva la sua preghiera da una città ancora a venire, Meta York, nel 2081, e la cui improbabile testimonianza funge da prefazione e profezia a un libro nel quale Elephant Man, Joker e Forrest Gump strizzano l’occhio a un Olimpo del quale sono insieme riflessi divergenti e contraddizioni. La seconda tappa, per chi volesse restare a bordo del Nautilus, è La Gaia Incoscienza. Immaginario del tecnopotere (2025). In questo secondo saggio si analizzano metamorfosi e immaginario di un potere che ha assunto la forma ibrida di una tecnocultura dalle radici spirituali, quasi un naturale prolungamento del saggio precedente – ed è Batman ad aprire un libro che trasporta il lettore nel nuovo Zeitgeist, fra apocalisse e progresso. Scrive Bovalino: «La crisi del progressismo è la stella cadente che ha generato le icone dell’apocalisse: dalle lotte gender della Disney alla cancel culture, per giungere alle teorie dell’emergenza continua, virale o democratica, ossia quell’idea della permacrisi economica e geopolitica come destino globale ineluttabile. È il progressismo apocalittico. La polvere di queste stelle è divenuta il nutrimento per un’idea antitetica al progressismo classico: ecce la gaia incoscienza, la gioiosa rivoluzione che unisce in un’epica innovativa la riscoperta delle radici e la fiducia nell’innovazione.
È una forma radicale di politica dove convivono due ideologie all’apparenza contrapposte: quella che promuove una “tecnologia per la felicità” e quella che rimanda alle “politiche in difesa del sangue e della terra”, viva e potente in quelle comunità che abitano nelle periferie dell’Impero, ai margini delle metropoli e delle megalopoli iper-progressiste. Le icone principali del tecno-potere sono Elon Musk, il poeta dello spazio; Donald Trump, il King-Kong iper-capitalista; Peter Thiel, l’imprenditore che combatte l’apocalisse progressista; e J.D. Vance, il cantore dell’America profonda. Sono queste le figure che formano l’architrave della rivoluzione globale in atto nel tempo che stiamo vivendo». Buona lettura e buon viaggio.
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