L’esame della Legge di Bilancio è proseguito ieri alla Camera con una giornata cruciale per il futuro fiscale e sociale del Paese, ma il voto finale si terrà oggi entro le 13, con dichiarazioni di voto in diretta televisiva dalle 11. Questo calendario serrato riflette la pressione politica sul governo e l’urgenza di approvare la manovra entro la fine dell’anno, evitando ritardi che potrebbero avere impatti su imprese, lavoratori e famiglie.

Una Manovra “poverissima”

Il dibattito politico intorno alla manovra resta acceso e polarizzato. Secondo Franco Mari, capogruppo di Avs nella commissione Lavoro della Camera, “la manovra del ministro Giorgetti è poverissima, ma non perché manchino risorse: queste sono state concentrate esclusivamente sulle imprese, in un’ottica di economia di guerra. Non resta nulla per chi lavora e produce. L’unica novità è l’introduzione della pessima legge Fornero-Salvini, che penalizza ulteriormente i lavoratori, sottraendo tempo di vita e opportunità”. La legge citata da Mari fa riferimento alla riforma del sistema pensionistico, originariamente varata nel 2012, e modificata ora in senso peggiorativo per i lavoratori secondo la critica del gruppo Avs. Dal fronte governativo, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani difende l’iter della legge: “Abbiamo fatto tutto il possibile per rispettare i tempi. Il Senato non è stato un passacarte: ha avuto modo di rivedere, correggere e modificare significativamente la manovra”. Ciriani ha sottolineato anche l’importanza di una nuova legge elettorale coerente con il sistema di governo, spiegando che “serve stabilità e coerenza: il Parlamento deve decidere se mantenere un sistema ingovernabile o adottare regole chiare per definire alleanze e leadership prima del voto. È un appello anche a Elly Schlein, autoproclamata leader del centrosinistra, affinché partecipi alla costruzione di una legge elettorale trasparente, che consenta di vincere con consenso reale e non di governare senza stabilità”.

La Lega torna alla carica su pensioni e flat tax

Sul fronte fiscale, la Lega mantiene la pressione su alcune misure centrali del proprio programma. Alberto Gusmeroli ha presentato un ordine del giorno per ripristinare la flat tax incrementale per il 2026, rendendola opzionale e alternativa rispetto all’adesione al concordato preventivo. La flat tax incrementale è un meccanismo fiscale che permette di tassare in maniera agevolata solo l’incremento del reddito rispetto alla media del triennio precedente, favorendo la crescita dei piccoli e medi contribuenti. Parallelamente, Luca Toccalini ha rilanciato l’idea di una flat tax giovani, mirata a contrastare l’emigrazione dei giovani italiani all’estero e a incentivare contratti stabili e salari adeguati per under 30, con l’obiettivo di trattenere capitale umano e ridurre il fenomeno della “fuga di cervelli”. La Lega ricorda che le precedenti proposte non hanno trovato copertura finanziaria, ma insiste sulla necessità di introdurre strumenti di sostegno mirati per i giovani e le famiglie. Con un ordine del giorno, il Carroccio torna alla carica anche sulle pensioni, chiedendo lo stop all’adeguamento dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita.

Manovra, oggi il via libera finale

Queste giornate si preannunciano quindi decisive non solo per l’approvazione della manovra, ma anche per le dinamiche politiche interne alle diverse forze parlamentari e per il futuro economico e sociale del Paese. L’attenzione degli osservatori e dei cittadini resta alta: il voto finale determinerà le priorità fiscali e previdenziali per il 2026, e rappresenterà un indicatore chiave della capacità del governo di mediare tra interessi economici, esigenze dei lavoratori e visione politica complessiva.

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Classe 2002, mediatrice linguistica dalla penna obiettiva e tagliente. Sicula passata per l’Inghilterra, ma trapiantata a Siena. Appassionata di Palio, politica e polemiche.