Ci sono vari modi per accostarsi a questo piacevolissimo libro di Lodovico Festa, Vichi per gli amici. Uno serio e uno scherzoso. Sono sicuro che l’autore preferirebbe solo il secondo, o forse anche il primo ma solo se fosse un approccio scherzosamente serio. Perché il filo conduttore di tutta l’opera è l’ironia, un modo speciale di vedere il mondo apparentemente scanzonato, ma in realtà molto più perspicace di colti atteggiamenti seriosi. Cominciando dal titolo: “Non sapendo fare a maglia” (Liberilibri editore). Come a dire: non ho letto tutti questi libri perché mi piaceva leggere o perché volevo essere colto ed erudito, ma semplicemente perché non avevo a disposizione un altro passatempo. Ma forse prima devo spiegare di che cosa si tratta.

Festa mette insieme esattamente 555 citazioni tratte dalla letteratura di tutto il mondo, di tutti i tempi e di tutti i generi, che già di per sé rappresentano lampi sorprendenti di descrizione di un ambiente, di un costume, di un’anima. Quasi sintetici aforismi, genere di cui Vichi è ghiotto e a sua volta autore nella vita di ogni giorno. Alcuni brevissimi, altri un po’ più lunghi come variabili per lunghezza e densità sono i commenti dell’autore a ciascuno di essi, pensati come un contro canto, una sottolineatura o un commento, che spesso aggiunge e regala una prospettiva originale.

Ci sono quindi due modi per affrontare il libro. Il primo e il più scanzonato è quello di considerarlo il perfetto libro da tenere sul comodino. Personalmente non mi sono mai addormentato senza prima avere letto un poco. Ma spesso il sonno ti coglie nel bel mezzo di una pagina fondamentale, mentre altre volte, insonne, divori pagine e pagine. Ecco con questo volume fatto di tanti pezzi brevi ma tutti autonomi e conclusi in sé avete a disposizione una durata variabile a vostra scelta. Anche se vi state per addormentare avrete sempre il minuto che vi serve per finire quello che state leggendo. Se invece siete dei bibliofili affamati sarete stupiti da questo viaggio attraverso la letteratura classica e moderna. Molti libri vi torneranno alla mente, magari sotto una sfumatura che non avevate colto, altri vi verrà voglia di leggerli.

Concludo con una citazione, la n.219, che mi pare perfettamente appropriata: “I vecchi sono sempre giovani abbastanza per imparare” (Eschilo, Orestea). Commento di Festa: “Non ci fosse la grande cultura classica greca ad ispirarmi, starei facendo a maglia come mi suggerisce Lidia”. Da Eschilo al punto croce il passo è breve.

Chicco Testa

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