Hanno macchiato la divisa spacciandosi si per carabinieri ma nel corso di una rapina da loro stessi ideata grazie alla complicità di pregiudicato che andava in caserma a firmare. Così, giorno dopo giorno, è nato un rapporto confidenziale tra quest’ultimo e i due militari in servizio alla Compagnia di Casoria, comune in provincia di Napoli, fino ad arrivare a organizzare una rapina nei pressi dell’ufficio postale grazie anche alla preziose informazioni fornite da due delle quattro vittime del colpo. E’ quanto ricostruito dai poliziotti della Squadra Mobile di Napoli e dagli stessi carabinieri del Comando Provinciale che hanno avviato le indagini, coordinate dalla Procura partenopea, dopo il colpo realizzato tre anni fa, lo scorso 21 gennaio 2019, all’esterno dell’ufficio delle Poste di Corso Meridionale a Napoli. Un colpo da oltre 15mila euro tra denaro in contante, assegni vidimati (e subito bloccati dopo la denuncia) e cellulari e preziosi in possesso delle vittime.

In carcere sono finiti i due appuntati dei carabinieri, di 37 e 49 anni (uno in servizio a Casoria, l’altro a Crispano), che avrebbero partecipato al colpo perché spinti da problemi di natura economica, e l’uomo, un 36enne, che ha pianificato e realizzato la rapina. Sono ritenuti gravemente indiziati di rapina aggravata e sequestro di persona ai danni delle quattro persone che lavoravano per una impresa di pulizie. Tra le quattro vittime figuravano anche due conoscenti (di cui un parente) del pregiudicato che ha organizzato la rapina insieme ai due carabinieri. Quest’ultimi, che risultano indagati e per i quali non è stata emessa nessuna misura cautelare, avrebbero fatto da basisti, fornendo informazioni utili al commando entrato poi in azione perché conoscevamo i movimenti dei colleghi, i quali almeno una volta al mese andavano alle Poste per prelevare o versare denaro e assegni.

In particolare, due uomini in abiti civili, ma muniti di una palina ed una cartellina identiche a quelle in uso alle forze di Polizia, dopo essersi qualificati come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, hanno fermato e controllato i quattro che avevano appena effettuato alcune operazioni postali. “Seguitici nella caserma di Torre del Greco perché dobbiamo fare degli accertamenti” hanno riferito i due carabinieri al gruppo una volta all’esterno. L’uomo che aveva la borsa con all’interno denaro e assegni, è stato fatto salire nell’auto ‘civetta’ dei militari mentre agli altri tre è stato chiesto di seguirli a bordo di un’altra vettura. Da Corso Meridionale il tragitto verso la caserma è stato interrotto nel vicino Centro Direzionale quando i militari-rapinatori hanno fatto scendere dall’auto con una scusa la vittima, fuggendo poi via a velocità sostenuta con lo zaino e i soldi.

L’auto alle spalle, colta di sorpresa, ha provato a inseguire i militari salvo poi recarsi ugualmente presso la caserma di Torre del Greco. Una volta giunti, si sono resi conto che era tutta una messa in scena, denunciando quanto accaduto ai carabinieri presenti. Le indagini partite nelle ore successive sono andate avanti fino al maggio 2021. Sono state condotte dalla sesta sezione (criminalità diffusa) della Squadra Mobile, guidata dal dirigente Alfredo Fabbrocini, e dai carabinieri stessi. Decisive le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona oltre all’attività tecnica svolta dai poliziotti (intercettazioni telefoniche e ambientali).

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.