Esteri
Macron per la difesa di Cipro: “UE attaccata”. Erdoğan invia gli F16 nel nord dell’isola partner di Israele
Nicosia è fondamentale sotto ogni aspetto, come scudo per Tel Aviv, torre di controllo verso il Libano base per il Medio Oriente e snodo per l’Europa
«Quando Cipro viene attaccata, è l’Europa a essere attaccata». Emmanuel Macron non ha usato giri di parole. In visita sull’isola per incontrare il presidente Nikos Christodoulides, e il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, il leader francese ha messo in chiaro qual è la rotta dell’Eliseo per questa crisi che investe il Medio Oriente e il Mediterraneo orientale.
Per la difesa di Cipro si sono impegnate Francia, Grecia, Italia e Spagna. Il Regno Unito ha inviato rinforzi alle proprie basi di Akrotiri e Dekhelia, obiettivi di alcuni lanci di droni provenienti dal Libano. Christodoulides ha chiarito che l’isola non prenderà parte ad alcuna operazione militare relativo a ciò che sta accadendo sui cieli dell’Iran. Ma l’instabilità comporta rischi per tutto il Mediterraneo orientale. E se Macron ha ampliato il raggio d’azione della sua manovra diplomatica e militare ribadendo anche l’impegno di Parigi per un’eventuale operazione nello Stretto di Hormuz e per rafforzare la sicurezza delle rotte del Mar Rosso, in questo momento a Cipro suonano diversi campanelli d’allarme. Segnali del fatto che l’isola rappresenta un delicato rebus strategico in cui molti sono gli attori coinvolti. E diversi gli interessi strategici in gioco.
Macron e Mitsotakis hanno sottolineato lo sforzo del Vecchio Continente nella difesa di Cipro. Ma la guerra nel Golfo Persico tocca dinamiche geopolitiche molto più ampie. Ieri, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, parlando alla Conferenza degli ambasciatori Ue, lo ha spiegato in modo chiaro. “L’Europa non può più essere un custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che se n’è andato e non tornerà” ha ammesso von der Leyen, “difenderemo sempre e sosterremo il sistema basato sulle regole che abbiamo contribuito a costruire con i nostri alleati, ma non possiamo più fare affidamento su di esso come unico modo per difendere i nostri interessi”. E Cipro, di questo nuovo ordine (o disordine) rischia di essere una sorta di grande termometro.
Nicosia, come noto, controlla solo una parte dell’isola. E mentre il sud è stato blindato dai partner europei, nel nord è ancora la Turchia ad essere il vero “dominus”. Nelle ultime 24 ore, il ministero della Difesa ha confermato di avere inviato sei caccia F-16 nella parte settentrionale di Cipro, che Ankara riconosce come Repubblica turca di Cipro del Nord. Il governo di Recep Tayyip Erdogan ha giustificato la mossa di inviare sei aerei da guerra come uno strumento utile a “proteggere la comunità turca”. Ed è una decisione che arriva nello stesso giorno in cui, per la seconda volta, un missile iraniano è stato intercettato dalla Nato sullo spazio aereo di Ankara. Da Teheran, il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei ha negato che le forze armate iraniane abbiano lanciato attacchi contro Turchia, Cipro ed Azerbaigian. Erdogan ha affermato che sono già stati comunicati “i necessari avvertimenti all’Iran”, che “continua a intraprendere passi sbagliati”.
L’intelligence di Nicosia ha arrestato a Larnaca una coppia (un uomo azero di 28 anni e una donna estone di 27 anni) accusata di essere spie al soldo dell’Iran. Ma nel frattempo, l’isola del Mediterraneo orientale resta al centro di dinamiche strategiche di cui i missili sono solo una parte del problema. L’isola ha da tempo stretto forti legami con Israele. Una partnership economica, energetica (per l’estrazione del gas ma anche per il suo flusso verso l’Europa), militare, strategica e di intelligence che coinvolge anche la Grecia.
Benjamin Netanyahu pochi giorni prima del conflitto ha parlato di un nuovo sistema di alleanze esplicitando proprio il coinvolgimento di Atene e Nicosia. Insieme a loro, la partnership strategica coinvolge anche India ed Emirati Arabi Uniti, interessi ad avere diversi punti d’appoggio nel Mediterraneo orientale. E per il controllo di quella regione, Cipro è fondamentale sotto ogni aspetto. Come scudo per lo Stato ebraico, come “torre di controllo” verso il Libano, come base per il Medio Oriente, come snodo per l’Europa. E tutto questo, in attesa di capire se sarà mai risolta, e in che modo, la partita con la Turchia sulla divisione dell’isola.
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