La decisione
Guerra Iran, il governo è pronto ad aiutare gli alleati nel Golfo: tante incognite sul tavolo
Il sistema Samp-T a Emirati Arabi Uniti e Kuwait: la decisione entro 48 ore. Si pensa alla base di Sigonella, ma gli Usa temporeggiano
L’Italia è pronta ad aiutare i Paesi del Golfo. Le incognite sul tavolo sono tante, nella forma e nella sostanza. A partire dal sistema giuridico: basterà un decreto legge? Servirà un passaggio parlamentare? Di certo, il governo sta per sciogliere gli ultimi nodi. L’ipotesi è di sostenere Emirati Arabi Uniti e Kuwait con sistemi di difesa aerea, missilistica, anti-droni. Sul tavolo c’è anche il prestito temporaneo di un Samp-T. Al momento non si pone il problema delle basi, anche perché gli Stati Uniti non ne hanno fatto ancora richiesta. La prima che viene in mente sarebbe quella di Sigonella.
Se n’è parlato a Palazzo Chigi, dove la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto due riunioni operative dedicate agli sviluppi della crisi. Al primo vertice hanno preso parte il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, quello dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. L’attenzione si è concentrata soprattutto sulle misure per assistere e mettere in sicurezza gli italiani ancora presenti nelle aree coinvolte, con l’obiettivo di garantire rientri ordinati e senza rischi.
Parallelamente, la rete diplomatica si è già mossa. Dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale è partita una task force dell’Unità di crisi diretta in Oman. Tajani ha spiegato che si è reso necessario intervenire dopo segnalazioni di tentativi di truffa e bagarinaggio sui biglietti aerei, con speculazioni ai danni dei connazionali bloccati nel Golfo. La squadra – composta da diplomatici, funzionari, carabinieri, finanzieri e personale della Protezione civile – avrà il compito di assistere i cittadini e prevenire abusi, garantendo supporto logistico e sicurezza.
Il secondo incontro a Palazzo Chigi ha invece allargato il focus al fronte economico. Al tavolo si sono uniti gli amministratori delegati di Eni, Claudio Descalzi, e di Snam, Agostino Scornajenchi. Al centro del confronto, l’impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell’energia: possibili rialzi dei prezzi del gas e del petrolio, tensioni sulle forniture e conseguenze sull’inflazione. Il governo ha analizzato scenari di mitigazione nel breve e medio periodo, puntando su diversificazione delle fonti, scorte e stabilizzazione dei flussi, per evitare nuove emergenze come quelle vissute negli ultimi anni.
La linea dell’esecutivo appare dunque improntata alla prudenza e alla prevenzione, con un doppio binario che tiene insieme diplomazia, sicurezza e politica energetica. Tuttavia, resta evidente come l’instabilità regionale, alimentata anche dall’atteggiamento aggressivo di Teheran, continui a produrre effetti ben oltre i confini mediorientali. Le provocazioni e le tensioni innescate dal regime iraniano non solo mettono a rischio la popolazione locale, ma finiscono per colpire direttamente cittadini ed economie europee.
© Riproduzione riservata







