Il Fatto e la querela ai magistrati
Travaglio e le azioni giudiziarie che non si annunciano ma si fanno: il caso Minetti, l’estinzione della pena e le fonti dall’Uruguay
Mentre queste righe vanno in stampa, è probabile che il Tribunale di Sorveglianza di Milano abbia già dichiarato estinta la pena di Nicole Minetti. L’udienza era fissata per il 12 giugno: pochi minuti d’aula, formula breve, sostanza definitiva. Prendendo atto della grazia concessa da Sergio Mattarella il 18 febbraio, confermata dalla Procuratrice Generale Francesca Nanni all’esito di accertamenti affidati a Carabinieri e Interpol. Risultato: i fatti pubblicati dal Fatto Quotidiano «non corrispondono al vero». Parole della Procuratrice, nero su bianco.
Dall’altra parte, Marco Travaglio. A Otto e Mezzo, a diMartedì, ovunque ci fosse un microfono, ha annunciato che il Fatto intende querelare la Procuratrice Nanni per diffamazione — colpevole di avere scritto che le sue notizie erano false. Ha anticipato procedimenti giudiziari. Ha ripetuto: «Quella cosa lì se la rimangiano, altrimenti li denunciamo». Ha definito «amante del brivido» il Capo dello Stato. C’è un punto fermo che ogni avvocato penalista impara al primo anno di pratica: le azioni giudiziarie non si annunciano. Si fanno.
O si sporge querela — atto formale, con nome, cognome e firma — o non si sporge. Le dichiarazioni televisive non notificano nulla, non interrompono termini, non istaurano procedimenti. Nel migliore dei casi, segnali di intenzione. Nel peggiore, tattica. Calamandrei scrisse che il foro è il luogo dove si dimostra, non dove si proclama. Travaglio ha invertito: prima si proclama, poi — forse — si dimostra. E intanto il Tribunale di Sorveglianza ha fatto ciò che fa da sempre: prendere atto della realtà.
Quella realtà si chiama estinzione della pena. Non è una vittoria di Nicole Minetti, che ha pagato in anni di vita lontana dall’Italia. È la conclusione di un procedimento regolare, confermato da ogni istituzione che ha avuto il coraggio di guardare i fatti. Travaglio aspetta ancora. Forse nuove fonti dall’Uruguay. Forse l’oste cambierà idea sul vino. Le aule, nel frattempo, sono andate avanti — con le loro regole e la loro ostinata indifferenza agli annunci televisivi.
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