“É la nuova coppia emergente della politica europea”. Il sigillo viene dall’edizione europea del portale “Politico” e vale come una pubblicazione di matrimonio. D’altra parte per Giorgia Meloni e Friedrich Merz il vertice intergovernativo di ieri a villa Doria Pamphilj è un po’ come la prima uscita in pubblico, dopo tanti abboccamenti. Per il cancelliere tedesco il nuovo “amore” italiano significa anche il tramonto di una storica relazione, quella con la Francia di Emmanuel Macron. Scrive il quotidiano Sueddeutsche Zeitung: “Macron era ieri, ora Merz punta su Meloni”. A rafforzare il quadro di una collaborazione solida contribuiscono gli ultimi spunti di cronaca. A partire dalla trattativa con la Casa Bianca per evitare la guerra dei dazi, fino al via libera all’accordo commerciale Ue-Mercosur.

A Davos è stato lo stesso cancelliere a certificare la convergenza con Palazzo Chigi. “Giorgia Meloni ed io abbiamo formulato una serie di proposte che vorremmo fossero affrontate”, ha detto il cancelliere. In particolare “un freno d’emergenza alla burocrazia” e una modernizzazione del bilancio europeo che metta la competitività al centro. Da qui è nata la convocazione di un Consiglio europeo straordinario il 12 febbraio, dedicato al tema, su spinta proprio di Germania e Italia. Giorgia Meloni ha accolto il cancelliere nella tarda mattinata di ieri per un bilaterale tra i due. Al tavolo undici ministri italiani e dieci tedeschi. A seguire, la firma di una decina di accordi governativi e di un Protocollo per un Piano d’azione sulla cooperazione strategica rafforzata. E poi spazio al documento congiunto sulla Competitività che verrà trasmesso alla Commissione in vista dell’incontro informale di febbraio.

A bilaterale in corso è Friedrich Merz a confermare le indiscrezioni: “I nostri Paesi sono più vicini che mai”. Parole nette anche sul rapporto con l’altra sponda dell’Atlantico: “Roma e Berlino riconfermano l’importanza fondamentale di un forte legame transatlantico tra Europa e Stati Uniti, basato su valori comuni e interessi condivisi”. Con una postilla non casuale: “Ci impegniamo a rispettare il diritto internazionale, compresi i principi di integrità territoriale e sovranità”. Un riferimento diretto al caso Groenlandia. Aggiunge la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa finale: “La nostra volontà di cooperare con gli Usa rimane salda”. Dialogo con Donald Trump ma nessuna arrendevolezza: “Ci difenderemo dai dazi con tutti gli strumenti possibili”, mette in chiaro Merz. Nessuna incertezza sull’Ucraina: “Coordineremo strettamente i nostri attuali sforzi in risposta alla guerra di aggressione della Russia”. Nel protocollo sul piano d’azione italo-tedesco per la cooperazione strategica si legge: “L’Ue deve aumentare la propria capacità di agire come attore geopolitico forte. Discutiamo delle riforme della governance”.

Il vertice romano finisce in bellezza. La premier e il cancelliere affrontano i giornalisti: “Italia e Germania confermano il loro partenariato e decidono di rafforzarlo a ogni livello lavorando fianco a fianco sulle sfide cruciali”. Il cancelliere avverte: “Non posso accettare l’attuale governance del Board of peace per Gaza. Siamo pronti a esplorare con gli Usa nuovi format”. Conferma la premier: “Mai fare la scelta di autoescludersi a priori. Ho chiesto a Trump la disponibilità a riaprire questa configurazione”. Poi una cartolina a Bruxelles: “L’Europa scelga se essere protagonista del proprio destino o subirlo”. La strana coppia fa sul serio.