Un imbarcazione con 91 persone a bordo è alla deriva nelle acque della zona Sar libica, l’area di ricerca e soccorso riconosciuta dall’Organizzazione Marittima Internazionale di Tripoli. L’imbarcazione è in difficoltà dalle 4 di stamattina quando ha iniziato a imbarcare acqua e nessuno è intervenuto. L’allarme arriva da Alarm Phone: il contatto di emergenza in supporto alle operazioni di salvataggio.

“Novantuno persone fuggite dalla Libia in grave pericolo! Le persone a bordo ci hanno detto che stanno imbarcando acqua e che qualcuno è già caduto a mare. Abbiamo informato le autorità alle 4.24, ma nessuno ha preso sufficiente iniziativa. Hanno bisogno di aiuto immediato!” ha scritto su twitter AlarmPhone.

“Dopo ore di chiamate a tutti i numeri della cosiddetta Guardia costiera libica – ha scritto Alarm Phone su Twitter – ora siamo riusciti a parlare con un rappresentante che ci ha detto che la Libia non ha ancora avviato le operazioni di salvataggio perché i centri di detenzione sono pieni e serve una soluzione”.

In mattinata la ong spagnola Maydayterraneo, presente con la nave Aita Mari nella zona di soccorso, aveva informato di aver salvato e preso a bordo 80 persone. Era stato sempre Alarm Phone a dare l’allarme ed era appunto intervenuta la nave spagnola.

Nella stessa giornata in cui si consumano le ennesime tragedie di migranti nei mari il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha detto di aver inviato alla Libia le proposte di modifiche al Memorandum, sul quale ci sono state numerose polemiche.

La proposta italiana rivede e aggiorna il Memorandum bilaterale del 2017 per la cooperazione in campo migratorio. Secondo un comunicato del ministero degli Esteri, “il testo introduce significative innovazioni per garantire più estese tutele ai migranti, ai richiedenti asilo ed in particolare alle persone vulnerabili vittime dei traffici irregolari che attraversano la Libia e per promuovere una gestione del fenomeno migratorio nel pieno rispetto dei principi della Convenzione di Ginevra e delle altre norme di diritto internazionale sui diritti umani”.

La mossa del ministero degli Esteri attiva la mancata disdetta del memorandum da parte del governo italiano, come hanno chiesto per mesi esponenti della sinistra del Pd e del mondo delle Ong. La Farnesina sostiene che gli obiettivi “dovranno essere raggiunti, nelle intenzioni italiane, anche attraverso il consolidamento dell’azione delle Organizzazioni delle Nazioni Unite, in particolare Unhcr e Oim, in Libia”.