“Lo faccio perché li odi tu, non perché li odio io, ma dobbiamo essere liberi”. Una condanna a morte pronunciata via Whatsapp, e ritrovata dall’analisi delle chat tra Elena Gioia e Giovanni Limata, i due fidanzati che hanno pianificato e messo in atto l’omicidio di Aldo Gioia, 53enne di Avellino ucciso a coltellate dall’uomo perché si opponeva alla relazione che questo aveva con sua figlia.

Per mesi i due fidanzati hanno continuato a scambiarsi messaggi di questo tipo, “oppressi” da una famiglia, quella di lei, che non accettava la loro frequentazione. “Mi manchi, ma quando li uccidiamo?”, scriveva Elena a Giovanni. E poi: “Venerdì potremmo stare un po’ insieme”, “Sì, ma prima dobbiamo ucciderli”. Il piano iniziale parla al plurale, e infatti prevedeva lo sterminio dell’intera famiglia di lei. Si è consumato solo in parte, lo scorso venerdì, con i 14 fendenti mortali che Limata ha sferrato ad Aldo Gioia, mentre era addormentato sul divano di casa. Le sue grida di dolore hanno allertato sua moglie, Liana Ferrajolo, e l’altra figlia, Emilia, che sono riuscite a salvarsi.

La chat tra i due complici si intensifica nella giornata di domenica 18 aprile, quando a casa Gioia si svolge un pranzo abbondante che fa arrabbiare Elena, che vorrebbe perdere peso: “Non ve ne importa niente di me, ve ne fregate dei miei problemi”, avrebbe detto la ragazza ai suoi genitori, prima di mettersi a scrivere insistentemente a Giovanni. L’agguato arriva 5 giorni dopo, con lei che usa la scusa della spazzatura da gettare via per lasciare la porta aperta e lui che entra e uccide a sangue freddo.

Ieri mattina si è svolta l’udienza di convalida dei fermi davanti al gip Paolo Cassano, che ha confermato per entrambi la custodia cautelare in carcere. Sia Elena che Giovanni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. “Non posso lasciarla sola”, ha riferito Liana Ferrajolo, parlando di sua figlia Elena. Agli investigatori ha ripetuto più volte l’auspicio che la ragazza possa lasciare il carcere per essere trasferita in una struttura di recupero.

I fidanzati adesso si accusano a vicenda, e non è esclusa una perizia psichiatrica per entrambi: Limata aveva già tentato il suicidio gettandosi da un ponte, ed è stato sottoposto due volte a trattamento sanitario obbligatorio.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.