Il Tribunale per i Minorenni di Roma ha condannato a 20 anni di reclusione il giovane di origini cingalesi che il 28 giugno dello scorso anno ha ucciso la 17enne Michelle Causo. Il delitto è avvenuto in un appartamento nel quartiere romano di Primavalle, nella periferia nord-ovest di Roma. Dopo l’omicidio, il corpo della ragazza è stato abbandonato in un carrello della spesa vicino a dei cassonetti dei rifiuti. La scoperta del cadavere è avvenuta grazie alla segnalazione di un passante che aveva visto un ragazzo trascinare un carrello dal quale colava sangue. Michelle era stata colpita da numerose coltellate e per l’omicidio era stato arrestato un 17enne nato a roma ma di origini cingalesi, che ha confessato il crimine e conosceva la vittima. Agli inquirenti aveva detto di aver ammazzato l’adolescente «per un debito di droga». Versione che non ha mai convinto i parenti e gli amici di Michelle.

La condanna a vent’anni

Il 24 giugno scorso, il pubblico ministero aveva richiesto una condanna a 30 anni, ridotti a 20 grazie alla scelta del rito abbreviato. Oggi confermata dal Tribunale. Il condannato, ora maggiorenne, ha beneficiato dello sconto di un terzo della pena per aver optato per il rito abbreviato. Rispondeva dei reati di omicidio aggravato, occultamento e vilipendio di cadavere e dopo una perizia psichiatrica disposta dal tribunale, il giovane è stato ritenuto capace di intendere e di volere.

Il perdono chiesto ai genitori della vittima

Durante l’udienza, il giovane – partecipando in videoconferenza dal carcere di Treviso – ha letto una lettera chiedendo perdono ai genitori di Michelle: “Sono consapevole di aver commesso un reato gravissimo e voglio pagare per quello che ho fatto, ma non ho premeditato l’omicidio”, ha dichiarato. In aula erano presenti il padre e la madre della vittima, assistiti dagli avvocati Antonio Nebuloso e Claudia Di Brigida. Uscendo dal tribunale, i genitori di Michelle hanno commentato la sentenza: “Venti anni è un record assoluto, il massimo possibile da questo tribunale. Con questa sentenza riusciamo un pochino a dare giustizia a Michelle. È la prima volta che un minore riceve una condanna di 20 anni, ma se la merita tutta. Adesso andiamo avanti, ho un altro figlio e mi dovrò dedicare completamente a lui”.

Redazione

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