Verso le Politiche
Preferenze: la mossa giusta del centrodestra per ricreare fiducia tra politica e cittadini
Il voto referendario ha inevitabilmente prodotto uno scossone in entrambi gli schieramenti. Se il centrodestra ha l’obbligo di rimettere ordine e allineare quelle poche fin qui note stonate, nel campo largo è iniziata la corsa alla leadership con un Giuseppe Conte all’arrembaggio per asfaltare sul nascere ogni ambizione di Elly Schlein, e da questo scenario il centrodestra ha tutto da guadagnare sul piano politico elettorale.
A voler essere pignoli c’è un punto su cui il centrodestra come forza di governo può fare la differenza, ripristinando un diritto sancito dalla “Costituzione”, ribadito dal Consulta (sentenza 1/ 2014) e che sappiamo essere caro alla Presidente Meloni: quello delle preferenze. Non è accettabile che alle elezioni politiche, quelle in cui si selezionano i rappresentanti del popolo italiano, i cittadini non possano scegliere, ma si limitino a mettere una croce, senza poter dare un’indicazione del proprio rappresentante.
Questo ha contribuito non poco allo scollamento tra parlamentari e cittadini, tra elettori ed eletti. É venuta meno la valenza territoriale, il legame con il collegio dei Deputati e dei Senatori, e questo ha contribuito non poco ad allontanare i cittadini dalla politica. Peggio ancora, i listini bloccati generano una politica debole e mediocre, scollegata dal Paese e più interessata a compiacere i leader che gli elettori.
Questo scempio va avanti dal 2006 ed è arrivato il momento di chiudere questa pagina non proprio gloriosa della nostra recente storia politica. Del resto come dimostrato dal voto referendario e dalle consultazioni locali (Amministrative, Regionali) la partecipazione dei cittadini c’è sempre quando essi si percepiscono parte attiva e non meri certificatori di quanto deciso dalle segreterie dei partiti. Ma è anche l’occasione per incentivare una forma concreta di meritocrazia politica che nasca dalle urne, e dal contatto con gli elettori. Si tratta di un passo necessario e non più rinviabile e alla base di qualsiasi legge elettorale che si andrà a scrivere.
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