La sentenza del Tribunale di Bari, che ha condannato 12 esponenti di CasaPound per violazione della legge Scelba (apologia del fascismo), riaccende lo scontro politico sul neofascismo e sulla sicurezza che sta divampando sempre di più nel Paese, mentre alla Camera è protagonista il confronto sul nuovo disegno di legge in materia di immigrazione approvato dal Consiglio dei ministri. Due piani distinti, ma intrecciati nel dibattito pubblico: da un lato la questione dell’allarme estrema destra e dei limiti costituzionali, dall’altro le politiche migratorie e il ruolo delle Ong nel Mediterraneo.

A Bari, i giudici della prima sezione penale hanno emesso 12 condanne e 5 assoluzioni per i fatti risalenti al 21 settembre 2018, quando militanti di CasaPound aggredirono manifestanti di ritorno da un corteo antirazzista. Per 12 imputati è stata riconosciuta la violazione della legge Scelba, con la pena accessoria della perdita dei diritti politici per cinque anni. Altre condanne, fino a 2 anni e 6 mesi, riguardano anche il reato di lesioni. Tra le parti civili figurano l’europarlamentare Eleonora Forenza, Maurizio Acerbo, la Regione Puglia, il Comune di Bari e l’Anpi.

La decisione dei giudici ha avuto immediate ripercussioni politiche. Pd, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra hanno chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi un’informativa urgente e sollecitato lo scioglimento di CasaPound, oltre lo sgombero dello stabile occupato a Roma. “Il fascismo non è un’opinione, è un crimine”, hanno ribadito dall’opposizione, sostenendo che la sentenza chiarirebbe formalmente la natura neofascista dell’organizzazione.

Fratelli d’Italia rilancia sul tema sicurezza e immigrazione. Il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami ha sfidato le opposizioni a portare immediatamente in Aula il ddl su immigrazione, legalità e sicurezza, invitandole a dimostrare coerenza su immigrazione controllata e tutela delle Forze dell’ordine. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri, viene presentato come risposta necessaria per governare i flussi e rafforzare gli strumenti di contrasto all’illegalità nel nostro Paese.

Il testo è già oggetto di contestazioni: +Europa, Avs, Pd e M5S hanno chiesto al presidente della Camera lo stralcio di una norma che limiterebbe i poteri ispettivi dei parlamentari nei luoghi di privazione della libertà dei migranti, denunciando una compressione di prerogative costituzionali. Critiche arrivano anche dalle Ong che sono impegnate nel soccorso in mare. 9 associazioni, tra cui Emergency, Medici Senza Frontiere, Sea-Watch e Open Arms, denunciano che le nuove misure non governerebbero i flussi, ma ostacolerebbero le navi umanitarie, aumentando il rischio di vittime in mare.

La giornata parlamentare ha mostrato un’Italia attraversata da tensioni profonde: memoria storica e legalità costituzionale, gestione dei flussi migratori, sicurezza e diritti fondamentali, temi che alimentano uno scontro politico destinato a proseguire anche nelle prossime settimane.

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Classe 2002, mediatrice linguistica dalla penna obiettiva e tagliente. Sicula passata per l’Inghilterra, ma trapiantata a Siena. Appassionata di Palio, politica e polemiche.