La campagna referendaria ormai è avvelenata dal poster dell’Associazione nazionale magistrati: “volete giudici che dipendono dalla politica?”. Mi ha colpito. Mi riguardo l’articolo 104 della Costituzione rinnovato. Intatto: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. A me il manifesto pare un passo falso, tradisce un’apprensione. Forte. Ma ragioniamo. Domanda: che succede nei Paesi europei guidati da premier di sinistra e dove i pubblici ministeri sono sottoposti al controllo del potere politico? La Spagna è di certo un modello progressista: un riferimento per la stessa Elly Schlein. Stessa famiglia europea: il PSE.

A Madrid i magistrati godono dell’indipendenza di cui continueranno a fruire i magistrati italiani? Vediamo. Il premier socialista Pedro Sanchez ha affidato il ministero della Giustizia a Félix Bolaños, un fedelissimo. L’organo parallelo al nostro CSM è il Consiglio Generale del Potere Giudiziario (CGPJ). È composto di venti componenti più il presidente del Tribunale costituzionale (la nostra Consulta). Dei venti membri, otto sono giuristi (docenti universitari e avvocati), mentre gli altri dodici sono giudici. Fermiamoci; quali sono i dati politici che ci interessano? Sono tre. Il primo: i venti membri del Consiglio sono eletti dal Parlamento (Cortes e Senato) e poi nominati formalmente dal Re. Sono cioè di nomina politica: tutti e venti. E la maggioranza qualificata richiesta per la nomina – occorre il voto di 3/5 dei parlamentari- fa sì che si possa procedere solo con un accordo tra i partiti maggiori. È una lottizzazione: diciamo la verità. Punto secondo: anche i membri togati del CGPJ sono eletti dal Parlamento; non vengono nominati dai magistrati, né estratti a sorte come prevede la riforma Nordio: sono scelti dalle forze politiche. Se li dividono. Terzo: a differenza dei pm italiani che hanno un proprio CSM, in Spagna i magistrati requirenti non possono fare parte del CGPJ.

Dopo una impasse durata alcuni anni, nel 2024 socialisti e popolari spagnoli hanno fatto l’accordo e hanno rinnovato il Consiglio. I due partiti maggiori si sono spartiti i componenti: professori, avvocati e giudici. Dieci ai popolari e dieci ai socialisti. Ma l’articolo 104 della legge Nordio prevede che due terzi – cioè la netta maggioranza – di ciascun Consiglio Superiore della Magistratura (uno per i magistrati requirenti e uno per i giudicanti) sia costituito da magistrati: magistrati che saranno eletti mediante estrazione a sorte; solo un terzo dei membri saranno giuristi di nomina parlamentare; d’accordo: politica.

È da notare che gli altri due componenti di diritto, uno per ciascun CSM, sono i vertici della Cassazione: Primo presidente e Procuratore generale, cioè due alti magistrati; e che anche i componenti di nomina parlamentare sono sorteggiati. Ultimo sguardo alla Spagna: il Paese attraversa un clima di accese polemiche. Sanchez va avanti con grandi difficoltà tra forti contestazioni e accuse di corruzione che hanno toccato persone a lui molto vicine. L’esecutivo reagisce con iniziative legislative per contenere la cosiddetta “lawfare”. Cos’è la “lawfare”? È “l’uso del diritto come arma di guerra”.

Sanchez ritiene che sia stato fatto largo uso dell’“arma giudiziaria” contro il suo governo e così vuole contenerlo con nuove leggi che prevedono, tra l’altro, la limitazione dell’“azione popolare” e l’introduzione di motivi aggiuntivi di astensione e ricusazione dei giudici quando si espongono con dichiarazioni pubbliche. Ci sarebbe – secondo il racconto governativo – la necessità di una tutela dei “diritti fondamentali contro le molestie derivanti da azioni giudiziarie abusive”. Molestie giudiziarie. Ecco: Roma è davvero lontana da Madrid. Qualcuno lo spieghi “di là”; con una discussione più pacata. Io ci ho provato.

Carmelo Briguglio

Autore