Il voto
Elezioni sindaco di New York, Mamdani vede la vittoria: l’attesa per il verdetto
Election day appena superato negli Stati Uniti. Quest’anno non si rinnova nessun seggio federale, se non per alcune elezioni speciali, tra cui quella per il diciottesimo seggio del Texas alla House, dovuta alla morte del precedente detentore del seggio ed ex sindaco di Houston, Sylvester Turner. Rimane comunque un giorno molto importante, da cui usciranno due nuovi governatori, rispettivamente nel New Jersey, dove il democratico Phil Murphy ha esaurito i suoi due mandati, e nella Virginia, dove il repubblicano Glenn Youngkin ha finito il primo mandato, ma non potrà ricandidarsi per via della Costituzione dello Stato che, caso unico tra tutti e 50 gli Stati, non permette mandati consecutivi.
New Jersey
Nel New Jersey, i repubblicani sperano nel colpaccio, pur puntando sull’usato sicuro con Jack Ciattarelli, candidato già nel 2017 e nel 2021, perdendo rispettivamente di 14 e solo di 3 punti quattro anni fa, in uno Stato che anche a livello federale ha subito una tendenza di spostamento a destra. Questa è una statistica da segnalare, dato che spesso negli Stati Uniti il risultato delle elezioni statali collide con il risultato di quelle federali: pensiamo ad esempio al Kentucky, dove il democratico Andy Beshear è governatore da sei anni in uno Stato che, nel 2024, è andato a Trump con 30 punti di scarto.
A Ciattarelli i democratici rispondono con Mikie Sherrill, veterana della Marina Militare, legale e membro della House dal 2019, che sembra avere il vento in poppa per l’elezione, con l’importante endorsement di Barack Obama, che recentemente ha partecipato ad un evento insieme alla Sherrill. Mentre scriviamo, il sito RaceToTheWH, tramite il suo modello predittivo, prevede la candidata democratica vincitrice di sei punti circa. Nella Virginia, invece, sembra che la candidata dem moderata Abigail Spanberger sia nettamente favorita rispetto all’attuale vice di Youngkin, Winsome Earle-Sears, in uno Stato che nei cicli elettorali federali è saldamente in mano democratica. Rilevante anche il quesito referendario “Prop50” della California, in cui si chiede agli elettori di trasferire il potere di ridisegnare le mappe elettorali in capo alle autorità statali, togliendolo alla commissione indipendente che attualmente se ne occupa.
New York
Ovviamente, però, l’elezione più rilevante è quella a New York, dove sarà eletto il nuovo sindaco, al termine di una delle campagne elettorali più infuocate di sempre, con il Presidente Trump che ha scritto su Truth come l’unico voto utile sia quello per Cuomo, aggiungendo che, se Mamdani verrà eletto, ridurrà all’osso i fondi federali trasferiti alla Grande Mela, e che qualsiasi ebreo che voti per Zohran è “una persona stupida”. Queste elezioni ci permetteranno di aprire delle riflessioni ampie sulle elezioni di medio termine del prossimo anno, sul gerrymandering, ma soprattutto sulla direzione che prenderà il Partito Democratico, nel conflitto sempre più ampio tra la componente più liberal, che ritiene che si debba fare di più contro Trump, e la componente più moderata, meno propensa ad una lotta aperta con la controparte repubblicana.
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