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Sigfrido Ranucci: un Paese civile condanna l’attentato ma non accredita il giornalismo spazzatura
“Mi si chiedeva continuamente di cambiare il titolo, mi si chiedeva continuamente di cambiare il lancio della puntata, qualcuno si è anche sorpreso che per la prima volta tra i colleghi la RAI usasse il termine genocidio, è un termine che è stato già usato dalle corti internazionali“. Ecco questo che avete sentito è il giornalista Sigfrido Ranucci, l’altro giorno alla presentazione a Montecitorio credo di un libro di un attivista israelo-palestinese, una che ha scritto un libro intitolato Genocidio.
E avete sentito che cosa ha detto Ranucci? Ha detto che lui ha dovuto passarne di tutti i colori appunto per poter parlare in RAI di genocidio, dice che ha subito pressioni affinché non ne parlasse. E va bene, queste sono lamentazioni ridicole dopo due anni in cui in ogni televisione, comprese quelle della RAI, si parlava appunto di genocidio. Ma poi, ed è questo il tratto interessante, lo avete sentito, ha detto qualcos’altro, ha detto che quel termine cioè appunto genocidio, cito testualmente, “è un termine che è stato usato già dalle corti internazionali“.
Ora non so se fosse una conferenza stampa, non so dunque se ci fossero giornalisti a porre domande, immagino di sì, ma ritengo di escludere che qualcuno gli abbia domandato quali sarebbero queste corti internazionali che hanno parlato di genocidio, quando lo avrebbero fatto, in quale procedimento, in quale provvedimento le corti internazionali avrebbero usato il termine genocidio, ovviamente per dire che c’è. Ecco, è una menzogna, è una bufala, una cosiddetta fake news, e questo signore si sente libero di abbandonarvisi proprio perché nessuno gli rinfaccia ciò che avrebbe meritato, e cioè di aver detto una menzogna. Ora, siccome è stato vittima di un terribile attentato Sigfrido Ranucci, vale la pena di essere chiari: non mi pare che sia stato condannato con la dovuta esattezza quel gravissimo, inaccettabile atto di violenza nei suoi confronti. Non mi pare che sia stato detto che anche il giornalismo spazzatura, anche il giornalismo che diffonde notizie false, anche il giornalismo che accredita menzogne deve essere protetto, e anzi tanto più protetto. Non mi pare che sia stato detto che un Paese civile condanna decisamente, reprime con forza quegli attentati e fa giustizia quanto prima e quanto compiutamente dei responsabili, ma nel frattempo non accredita quel giornalismo.
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