Il prezzo globale del greggio si avvicina ai 90 dollari a barile mentre la guerra in Iran ha interrotto le spedizioni di energia e scosso i mercati. Intanto Israele intensifica gli attacchi nei sobborghi nella periferia meridionale di Beirut in risposta ai lanci di missili e droni di Hezbollah. Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, un’arteria fondamentale per il commercio energetico globale, è stato gravemente interrotto dopo che l’Iran ha preso di mira gli impianti petroliferi ed energetici nei paesi del Golfo.

Il ministro dell’energia del Qatar, Saad al-Kaabi, ha dichiarato al Financial Times che tutti i produttori di energia del Golfo potrebbero interrompere le esportazioni entro poche settimane se la guerra contro l’Iran dovesse continuare, portando potenzialmente i prezzi del petrolio a 150 dollari al barile. L’ambasciatore britannico in Bahrein, Alastair Long, ha dichiarato venerdì che il Regno Unito contribuirà a difendere il piccolo arcipelago facendo volare i suoi jet da combattimento sopra il regno insulare sotto attacco iraniano. L’Iran ha ribadito la sua intenzione di colpire tutte le strutture nella regione del Kurdistan iracheno se ai militanti curdi dovesse essere consentito di entrare nel Paese dal territorio del Nord Iraq, dopo che si erano diffuse le notizie di un potenziale coinvolgimento curdo nella seconda fase del conflitto. “Se a questi gruppi verrà consentito di complottare contro la Repubblica islamica o di entrare nei confini iraniani attraverso l’Iraq, tutte le strutture nella regione del Kurdistan iracheno saranno prese di mira”, ha affermato Ali Akbar Ahmadian, membro del Consiglio di difesa iraniano.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato che avrebbe sostenuto i gruppi armati curdi-iraniani già pronti per un’offensiva di terra in Iran. Nella notte Teheran è stata tempestata di missili, la nuova ondata di bombardamenti si è concentrata nei sobborghi della capitale dopo che l’esercito israeliano aveva emesso un ordine di evacuazione immediata per tutti i residenti di quattro quartieri dove i Guardiani della rivoluzione avevano trasferito i loro asset militari trasformando scuole e ospedali in scudi umani sul modello di Hamas a Gaza. Le Forze di difesa israeliane hanno colpito con bombardamenti massicci una vasta rete di tunnel e bunker nel cuore di Teheran. È così iniziato l’esodo interno della popolazione iraniana che abbandona le città per dirigersi verso le zone rurali e la costa del Mar Caspio. La Repubblica islamica impedisce la diffusione degli alert dell’esercito israeliano che indicano alla popolazione di allontanarsi dai siti strategici. L’IDF lancia messaggi alla popolazione indicando i luoghi che devono essere evacuati prima degli attacchi missilistici.

Intanto Trump fa sapere: “Nessun accordo con l’Iran, ma resa incondizionata”. Venerdì mattina, in un suo post su Truth Social, il presidente Usa ha affermato che non ci sarà alcun accordo con l’Iran, se non una “resa incondizionata”. Mai finora nessun presidente Usa ha avuto il coraggio di porre sul tavolo la questione dell’esistenza della repubblica iraniana manifestatasi criminale. Il discorso di ieri del presidente statunitense è da ritenersi storico: “Chiedo ancora una volta a tutti i membri dei Guardiani della rivoluzione islamica, all’esercito e alla polizia di deporre le armi. Altrimenti saranno tutti uccisi. Ora è il momento di sostenere il popolo iraniano e di contribuire a riconquistare il loro Paese alla libertà”. E poi, rivolto agli esponenti del regime ha detto: “Accettate l’esilio; noi ve lo garantiremo. Vi consentiremo di stare dalla parte giusta della storia, perché questa è la verità. Quindi, con l’immunità sarete completamente al sicuro, altrimenti andrete incontro a morte certa e io non voglio vedere questo. Chiediamo di garantire ai diplomatici iraniani in tutto il mondo l’asilo e di aiutarci a plasmare un Iran nuovo e migliore, grazie al suo grande potenziale. Vogliamo che chiunque vi sarà ad assumere in futuro la guida di questo paese, l’Iran non rappresenti più una minaccia. Né per l’America né per i suoi vicini né per Israele né per chiunque altro”.

Il messaggio che Trump lancia a uno dei più orrifici regimi della storia, dopo quello nazista e quello dei khmer rossi, è questo: l’Iran dovrà allinearsi all’asse americano. Dopo l’allineamento a Washington della Siria di al-Shara e del Venezuela (con l’arresto di Maduro), ora è la volta dell’Iran, dell’eradicazione totale di Hezbollah dal Libano e dell’Iraq. Ciò segnerà la fine definitiva dell’influenza iraniana nella regione e rappresenterebbe un duro colpo per i due maggiori nemici dell’Occidente, la Russia e la Cina, che perderebbero definitivamente la lotta per il dominio nella regione mediorientale. L’Iran smetterebbe di vendere droni alla Russia e di fornire petrolio a basso costo alla Cina. Anche la Corea del Nord subirebbe il colpo, dovrebbe rinunciare a una consistente fetta di mercato rappresentata dalla fornitura dell’arsenale balistico che l’Iran usa per le sue guerre e per minacciare il mondo.