Trump sale in cattedra: deve dire la sua. Dopo l’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, avvenuta durante i raid del 28 febbraio nel contesto della guerra in corso in Iran, i Pasdaran hanno comunicato di aver già individuato una lista di possibili successori, senza però annunciare ufficialmente chi prenderà il suo posto. Lo scenario più plausibile è però anche quello meno gradito al Presidente americano: favorito per la successione è infatti Mojtaba Khamenei, secondogenito dell’ayatollah, ritenuto da tempo uno dei figli più influenti. Il religioso e uomo politico, oggi 56enne, gode infatti di solidi rapporti con gli apparati di sicurezza della Repubblica islamica, in particolare con le Guardie della Rivoluzione.

Nel sesto giorno di guerra il Tycoon – ad Axios e Politico – ha chiarito di voler avere voce in capitolo nella scelta del nuovo leader iraniano. Secondo il presidente statunitense, Mojtaba Khamenei sarebbe “Una nomina non accettabile”. “È un peso piuma – ha aggiunto -. Devo essere coinvolto nel processo, come è successo con Delcy Rodriguez in Venezuela”. Sul fronte militare ha invece ribadito: “Stiamo lavorando in modo chirurgico. Abbiamo una scorta illimitata di armi, illimitata. Ne abbiamo migliaia, migliaia”. L’obiettivo, secondo Trump, sarebbe favorire l’ascesa di una figura in grado di garantire stabilità e favorire un clima di maggiore equilibrio nel Paese.

Nell’intervista a Politico, il Presidente si è poi sbilanciato anche sul futuro di Cuba. “Ci stiamo lavorando, anche loro cadranno, ha spiegato. Hanno bisogno di aiuto. Stiamo parlando”. Nell’isola il peggioramento è in parte dovuto alle pressioni degli Stati Uniti, incluso il taglio delle forniture di petrolio venezuelano che un tempo sostenevano l’Avana. “Abbiamo tagliato tutto il petrolio, tutto il denaro, tutto ciò che arrivava dal Venezuela, che era l’unica fonte. E loro vogliono fare un accordo”.

Redazione

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