I numeri raccontano una piccola rivoluzione. Novanta autobus a idrogeno — 75 da 12 metri e 15 snodati da 18 metri — entreranno in servizio sulle linee urbane e suburbane della terraferma veneziana tra il 2025 e il 2026. A questi si aggiungono 33 bus elettrici e i 30 già operativi tra Lido e Pellestrina. Risultato: oltre il 50% del trasporto pubblico locale a emissioni zero.

L’investimento complessivo sfiora i 58 milioni di euro, interamente coperti dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I mezzi, prodotti dalla polacca Solaris, sono già in fase di consegna. Il problema, fino a pochi mesi fa, era un altro: dove rifornirli. La risposta sta sorgendo in via dei Petroli, a Porto Marghera. Green Hydrogen Venezia — la joint venture tra Eni e AGSM AIM Power — sta costruendo un impianto di produzione di idrogeno verde da 8 megawatt, collegato tramite idrogenodotto a una stazione di rifornimento realizzata da Enilive. La struttura includerà anche parcheggio, officina e punto di lavaggio per i bus. Capacità prevista: 1.700 chili di idrogeno al giorno, sufficienti per l’intera flotta. «È il primo impianto di queste dimensioni in Italia», spiegano i tecnici. La conclusione dei lavori è prevista entro l’estate 2026, in tempo per rispettare le scadenze europee sulla rendicontazione dei fondi PNRR.

Il rifornimento

I primi quattro bus a idrogeno circolano già dal settembre 2023, utilizzati come test operativo. Sono silenziosi come i cugini elettrici, dotati di telecamere, sensori per gli angoli ciechi, sistemi di rilevamento pedoni. Il rifornimento — per ora — avviene presso la stazione Eni di via Orlanda a Mestre, la prima in Italia aperta al pubblico per la distribuzione di idrogeno. La tecnologia delle celle a combustibile si sta diffondendo rapidamente nel Nord Europa: Amburgo, Amsterdam, Oslo, Colonia hanno già flotte operative. In Italia il primo progetto pilota è stato realizzato a Bolzano. Venezia punta a diventare il secondo polo nazionale, con l’ambizione di fare da apripista per altre città del Nordest. Il Gruppo AVM parla di «transizione energetica e digitale» come direttrici strategiche. Tradotto: meno emissioni, più dati. I nuovi bus sono connessi a sistemi di monitoraggio GPS, info-mobilità in tempo reale, conta-passeggeri. Il futuro del trasporto pubblico passa anche da qui.