Almeno 40 persone, di cui 19 già identificate e multate con una sanzione di 400 euro a testa. È la ‘platea’ che il 7 aprile scorso ha partecipato ad un pranzo alle Nuove Terme di Sardara (Medio Campidano), in Sardegna: tutti finiti nel mirino di una inchiesta della Procura di Cagliari, che ha chiesto alla Guardia di Finanza una informativa sui partecipanti, tra cui politici e figure apicali della sanità sarda.

Tutti sono accusati di aver violato le normative anti-Covid previste in zona arancione: secondo l’Agi la procuratrice Maria Alessandra Pelagatti attende di esaminare le carte, con le autocertificazioni fornite ai finanzieri dagli interessati, per valutare eventuali ipotesi di reato. Come noto infatti l’albergo non avrebbe potuto ospitare persone ‘esterne’, ma solo chi alloggiava nell’hotel.

Sui social da giorni si rincorrono nomi e ipotesi sui partecipanti al pranzo illegale, scatenando rabbia e indignazione tra i cittadini ‘comuni’, che hanno dovuto fare i conti con l’ingresso della Regione in zona rossa. Indignazione amplificata da alcuni dettagli emersi sul pranzo all’hotel termale: all’arrivo dei militari della Guardia di Finanza, attirate dal grande numero di auto parcheggiate fuori la struttura, i ‘commensali’ si sono dati alla fuga.

Secondo quanto riportato dai media sardi, almeno la metà dei partecipanti si è data alla fuga, anche in maniera comica: c’è chi ha scavalcato la finestra, chi si è dato alla fuga “tra gli eucalipti”, come scrive L’Unione Sarda.

Per ora di conferme ne arrivano poche sui nomi dei partecipanti. Chi ammette di esser stato presente al pranzo, ma “non sono uno di quelli che sono scappati”, è il comandate del Corpo forestale regionale Antonio Casula. In un’intervista all’Unione Sarda ha spiegato: La mia presenza era dettata da una richiesta di verifica di un possibile progetto di ampliamento della struttura. È stata una sorta di consulenza”. Ma il sindaco di Sardara, Roberto Montisci, ha smentito l’esistenza di un piano di ampliamento dell’albergo, precisando che “l’intera struttura è di proprietà del Comune”.

Ad aggiungersi ai ‘rei confessi’ è anche Cristiano Erriu, ex assessore agli Enti locali della Giunta Pigliaru, che al giornale La Nuova Sardegna definisce il pranzo “uno sbaglio” e per questo si scusa. Chi invece si tira fuori dai rumors è l’assessore all’Agricoltura Gabriella Murgia, che su Facebook ha smentito di esser stata presente al pranzo: “Non ero presente il giorno a Sardara in nessuna circostanza, impegnata peraltro in altre attività istituzionali”, scrive l’assessora. “Ovviamente certificabile. Che tristezza doversi giustificare pubblicamente”.

A tirarsi fuori è anche il portavoce del presidente della Regione Christian Solinas, Mauro Esu, il cui nome è circolato nei giorni scorsi. Al quotidiano La Nuova Sardegna il giornalista ha dichiarato di non essere stato presente al pranzo a Sardara.

Per Solinas si tratta di una figuraccia che lo mette in grave difficoltà politica. Per questo domenica il governatore sardo ha fatto sapere che considera inconciliabile la permanenza in qualunque ruolo o incarico regionale di chi abbia violato le norme di contenimento della pandemia.

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia