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Biden e Paglia pro aborto. Che onore! E che bestialità

Giornalista e saggista
Biden e Paglia pro aborto. Che onore! E che bestialità

Ci sarebbero due “grandi vecchi” cattolici, uniti nello sdoganare l’aborto a tutti i costi. Il primo è il presidente Biden, il secondo è il presidente Paglia. L’uno è ovviamente Joe Biden, presidente degli Stati Uniti; l’altro è mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. La tesi – singolare, curiosa, assurda, demenziale, faccia il lettore! – è sostenuta da George Weigel, che a quanto pare conosce bene sia l’uno che l’altro. Weigel conosce Biden per avere frequentato per 30 anni i “salotti” di Washington DC. E Paglia per averlo incontrato di persona negli anni Ottanta e Novanta e adesso lo conosce per “sentito dire” leggendo accuratamente e dando per vere le falsità che si scrivono su di lui.

Ci sarebbe da ridere se non fosse che George Weigel – biografo accurato di Giovanni Paolo II – è un esponente di punta dei neoconservatori Usa contro Papa Francesco e le sue tesi vengono riprese a pappagallo da diversi giornali tipo “First Things” (mi dicono molto letto nelle ‘stanze’ vaticane, il che la dice lunga sulla cultura del pettegolezzo che Papa Francesco stigmatizza) e “Denver Catholic”, tra gli altri. Cosa ci sia di “Catholic” in giornali on line che attaccano papi e arcivescovi di curia, è un mistero. Ma tant’è. Direbbe Battiato: ecco com’è che va il mondo.

In ogni caso quale è l’argomentazione di Weigel? Presto detto, a partire dal titolo che l’altro giorno, in grande evidenza, ha appaiato i nostri due protagonisti: President Biden, Archbishop Paglia, and the mortification of the Church. La “mortificazione” gira attorno al tema dell’aborto. Il presidente, dopo la sentenza della Corte Suprema di giugno, sarebbe impegnato a reintrodurlo in qualsiasi modo. Ma, precisa Weigel, stiamo parlando del fatto che “Oggi è ovvio per chiunque abbia la minima conoscenza della medicina geriatrica che il signor Biden è cognitivamente compromesso. Quindi, il peso dell’età è sovrapposto all’incapacità intellettuale, con la solita spavalderia di Biden che è diventata una sottilissima copertura per disfunzioni, indiscrezioni e comportamenti sbagliati a ripetizione”. In più, volendo promuovere a tutti i costi “una licenza di uccidere praticamente illimitata, il signor Biden si è dichiarato fuori dalla piena comunione della Chiesa”.

E passiamo all’arcivescovo Paglia, la cui colpa gravissima “è di avere acconsentito alla nomina della professoressa Mariana Mazzucato, un’economista pro-aborto, come accademica, nel nome di un fruttuoso dialogo interreligioso, interculturale, interdisciplinare”. E così si distrugge – anzi, si distruggerebbe – l’eredità cattolica di san Giovanni Paolo II, che sarebbe per Weigel ed i suoi, l’unico papa veramente a favore della vita cioé contro l’aborto.

C’è da rispondere? No, perché le argomentazioni sono davvero risibili. Di mons. Paglia si tace di tutte le volte in cui si è espresso contro l’aborto e non si nomina la dichiarazione ufficiale dopo la sentenza della Corte Suprema di fine giugno. Dell’economista in questione, che sia pro-aborto è dedotto dall’analisi accurata di tre o quattro tweet degli ultimi anni, che diventano capo d’accusa e di colpevolezza senza discussione dall’altro del tribunale dei social media. Le virgolette su interreligioso, interculturale, interdisciplinare, si riferiscono al comunicato diffuso in seguito alle ultime nomine di Accademici, in cui ci sono studiosi di diverso spessore, calibro, provenienza culturale. Tacere questo elemento (il comunicato) rende Weigel uno che strumentalizza tutto in modo pretestuoso, tacendo gli elementi che non concordano con la tesi costruita a tavolino.

E’ un caso che Weigel scriva così? No, fa parte di una campagna orchestrata per screditare la Pontificia Accademia per la Vita, Paglia, il Papa stesso. Il criterio è semplice: c’è prima la “disinformazione” ovvero la diffusione di informazioni false con lo scopo di creare confusione, danno e orientare l’opinione pubblica. Qui la disinformazione è decidere a priori, senza interpellare nessuno degli interessati, che è stata nominata un’economista atea e abortista, dando per affermato ciò che è tutto da dimostrare. Poi agisce la “misinformazione” ovvero la condivisione di notizie non verificate da parte degli utenti che in buona fede o in malafede ci credono e invadono il web e i social media di ondate di sdegno, senza preoccuparsi di verificare la fonte. Quindi arriva Weigel, punta avanzata della “malinformazione” che utilizza il tutto per screditare persone (Biden, Paglia) e le rispettive istituzioni.

Così il circolo si chiude. Contrastare il “disordine informativo” – termine che raccoglie i tre elementi appena elencati – a questo punto diventa difficilissimo, anzi quasi impossibile, ed in rete queste posizioni restano per sempre e sono lì a disposizione di chiunque voglia tirarle fuori alla prossima occasione.

Però. C’è un però… il lettore attento potrebbe trovare davvero ridicolo l’accostamento Biden-Paglia (con tutto il rispetto, ovviamente, dell’uno e dell’altro per le cariche ricoperte) per il differente peso specifico dell’uno e dell’altro. E qui, con il dovuto umorismo, l’argomentazione di Weigel andrebbe allegramente a farsi benedire (anche se un esorcismo sarebbe più opportuno, contro tali e tante bestialità!).

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