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Caregiver: presto avremo una legge

Caregiver: presto avremo una legge

Approvare una normativa sul caregiver familiare è un impegno parlamentare che portiamo avanti con tenacia da tempo. Nella legge di bilancio del 2017, con il governo Renzi, abbiamo istituito un fondo, incrementato poi successivamente e, al comma 255, il legislatore ha definito la figura del caregiver familiare. In questi giorni in Commissione  Lavoro  al Senato si é ripreso l’iter normativo di un testo che hanno firmato tutte le forze politiche e che, all’articolo 2,  rafforza la figura del caregiver: “Si definisce caregiver familiare la persona che gratuitamente assiste e si prende cura in modo continuativo del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n.76, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, anche oncologica, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104,  o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n.18” Con questa legge, necessaria e urgente,  diamo cittadinanza e riconoscimento a chi da anni si occupa dei propri familiari non autosufficienti in silenzio e supplendo spesso anche ad un welfare carente. Per questo è molto importante inserire la figura del caregiver nell’ambito del sistema dei servizi sociali per dare sollievo a persone che molte volte non hanno neanche lo spazio e il tempo per andare a fare la spesa. Situazione che si è ulteriormente aggravata nel periodo di epidemia da Covid con la chiusura dei centri diurni.  Secondo i dati Istat 2019, i caregiver vedono impegnate soprattutto le donne tra i 45 e i 64 anni, che nel 60% dei casi hanno dovuto lasciare il lavoro.  E per la maggior parte sono madri, mogli, sorelle, figlie, nipoti, a volte impegnate h 24 per l’assistenza dei propri cari che spesso è faticosa e quindi rischiano anche la loro salute psicofisica. Anche se esistono già norme regionali, è fondamentale che una legge nazionale definisca su tutto il territorio del Paese i livelli essenziali delle prestazioni che riguardano il supporto all’assistenza, sostegno psicologico, riduzione delle liste d’attesa nel sistema sanitario, aiuto al disbrigo di pratiche amministrative ed inoltre riconoscimento delle competenze e misure di conciliazione per il caregiver che lavora. Da parlamentari sappiamo che dobbiamo batterci per avere più risorse dedicate alla legge per assicurare i contributi figurativi ai caregiver che non lavorano al fine di coprire le esigenze e le aspettative legittime di chi spesso ha lasciato l’occupazione per la cura dei familiari bisognosi. Una legge sul caregiver deve avere come obiettivo la presa in carico “sociale” delle persone che si prendono cura dei propri cari, consentendo loro di avere anche una autonoma vita lavorativa e di realizzazione di sé. Ci impegneremo perché nelle prossime settimane la discussione dentro e fuori dal Parlamento sia unitaria e con spirito comune. Scadenza emendamenti in commissione lavoro al Senato è fissata il prossimo 22 luglio.

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