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Eppure Presidente Conte sarebbe bastato poco (lettera al Premier)

Ambientalista
Eppure Presidente Conte sarebbe bastato poco (lettera al Premier)

Eppure Presidente Conte sarebbe bastato poco.
Sarebbe bastato dire una cosa del genere: Italiani, abbiamo visto che in questi due mesi avete capito la situazione, vi siete comportati bene rispettando le durissime disposizioni e quindi ci fidiamo di voi. Da domani potete muovervi senza autocertificazione, l’importante è che manteniate le distanze, usiate le mascherine e prendiate tutte le precauzioni che servono.
Studenti, non c’è ancora la possibilità di tornare a scuola come in passato, ma possiamo fare classi ridotte e così potrete tornare a scuola due giorni la settimana.
Commercianti, ristoratori, parrucchieri ed estetiste, so che vi è stato chiesto un grande sacrificio, ora però possiamo pensare a voltare pagina, potete aprire usando tutta l’attenzione che serve, perché in caso di nuovi focolai, rischiamo di dover ripartire da capo.
Credenti, qualunque sia il vostro credo potete iniziare a riesercitarlo in chiese, sinagoghe e moschee, fatelo rispettando le norme di distanziamento sociale.
Sono stati mesi complicati, i più difficili della storia della Repubblica, ma non siamo stati con le mani in mano, adesso ci siamo organizzati e siamo in grado di rispettare le indicazioni dell’OMS per iniziare una graduale riapertura: avremo una fornitura sufficiente di mascherine, tamponi e test. Insomma abbiamo organizzato un sistema di monitoraggio efficiente.
Quando individueremo un contagiato, non abbastanza grave da dover ricoverare non lo manderemo a casa, ma starà in isolamento in una camera d’albergo, così limiteremo al massimo i casi di contagio in famiglia che sono il 25%.
L’app per individuare i rischi è quasi pronta, non sarà obbligatoria, ma vi prego di installarla per il vostro bene e quello di tutti.
Sarebbe bastato poco, per avere la mia stima incondizionata e penso quella di tante altre persone.
Però hai scelto un’altra strada, non hai battuto quella della fiducia, ma quella della paura.
Rimarrà l’autocertificazione mostrando che non ti fidi dei cittadini che governi, ci hai dato il contentino di poter andare a trovare i congiunti. Dal 4 maggio potremo andare a trovare i parenti che ci siamo trovati, ma non gli affetti che abbiamo scelto.
Le scuole riapriranno già a settembre. Così hai detto in un’intervista, come se settembre fosse dopodomani. Quel “già” invece ha un suono sinistro, quello di chi vuol risolvere a parole quello che non riesce a fare con i fatti.
Commercio, ristoranti, parrucchieri ed estetisti potranno riaprire a metà maggio o inizio giugno se non cambierai idea.
Hai parlato del 25% dei contagi in ambito familiare come se fosse colpa delle famiglie, come se a loro fosse stata data un’alternativa.
Per non parlare del resto, tamponi, test e app non sono stati oggetto della comunicazione. Invece hai dato ampio spazio a come si devono allenare i calciatori, che è un tema importante per carità, ma forse un po’ meno di far sapere qual è la capacità del Paese di monitorare i contagi.
Hai imposto un prezzo calmierato per le mascherine, eppure basterebbe conoscere l’economia o in alternativa aver letto i Promessi Sposi per sapere che queste cose, pur animate da buone intenzioni, non funzionano mai.
Insomma sarebbe bastato poco, ma hai fatto tutt’altro.
Ci hai detto di obbedire e aspettare, che a parte obbedire, immagino sia quello che stai facendo anche tu, stai aspettando che passi il virus, perché da quello che hai detto e non hai detto, è evidente non hai alcuna idea per affrontarlo.

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