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“Essere moderni non è un crimine”: la protesta dei giovani nigeriani

Consulente aziendale, appassionato di politica estera
“Essere moderni non è un crimine”: la protesta dei giovani nigeriani

La Nigeria nelle scorse settimane è stata scossa dalle proteste contro la brutalità della polizia. I dimostranti si sono raccolti attorno allo slogan #EndSARS, un riferimento alla Special Anti-Robbery Squad, un’unità speciale della polizia nigeriana da anni accusata di abuso di potere e violazione dei diritti umani.

Ora le proteste si sono calmate (dopo parecchi morti in tutta la Nigeria e un incidente nel quale la polizia ha sparato sui dimostranti, uccidendo, stando a quel che si dice, 12 persone), ma gli analisti hanno preso nota della comparsa di un movimento importante nel più popoloso paese dell’Africa.

Su World Politics Review, Chris Olaoluwa Ogunmodede scrive che le manifestazioni (prive di un leader) potrebbero diventare un nuovo modello per la politica dal basso in Nigeria; e che le proteste hanno dimostrato il potere dei giovani «in un paese in cui l’età media è di 18 anni e dove il 65-70 per cento della popolazione si stima abbia meno di trent’anni».

Sul Financial Times, David Pilling scrive che sessant’anni dopo l’indipendenza dal dominio inglese, la Nigeria ha plasmato una coesa identità nazionale (ed ha esercitato la sua influenza culturale attraverso la musica, i film, l’arte, la letteratura e la moda) ma non è stata all’altezza del suo potenziale economico, che si è sviluppato intorno ai ricavi petroliferi invece di indirizzarsi verso un commercio più produttivo.

Su The Conversation, Sakiru Adebayo presenta #EndSARS come una disperata richiesta di modernità. «Dal mio punto di vista, gli agenti della SARS e in generale il governo nigeriano confondono l’estetica della modernità – diffusa tra i giovani nigeriani – con il male, come la frode, la vita dissoluta, la sfrontatezza», scrive Adebayo. Slogan come «We are techies non thieves» (Siamo patiti di tecnologia non ladri) e «iPhone, laptops, capelli alla moda e una nuova vita non sono crimini» sono molto in voga e, secondo Adebayo, si sta sviluppando un vero e proprio «divario generazionale» ideologico.

Si tratta di slogan che pongono tanti interrogativi. Perché essere moderni è considerata una colpa nella Nigeria del XXI secolo? Perché è così importante che i giovani nigeriani rivendichino il loro diritto ad essere moderni? A che cosa alludono? Sembrano domande marginali rispetto alla violenza quotidiana cui sono soggetti i giovani nigeriani, ma nel lungo periodo sono indubbiamente molto importanti.

Per molti versi la Nigeria è un paese moderno. Ma la SARS, l’unità speciale della polizia, non è pre-moderna unicamente nel suo funzionamento o nella sua gestione, «è anti-moderna nel suo credo». «Ecco perché – spiega Adebayo – l’espressione del valore della modernità nel contesto delle proteste è una ricerca ontologica e ideologica della libertà, della razionalità, della professionalità e della democrazia rappresentativa tanto quanto il rifiuto della tradizione». E il fatto che la SARS sia andata a caccia proprio dei segni ostentati dai giovani riflette «l’adesione a ortodossie oppressive ancora prevalente in Nigeria», le relazioni sociali paternalistiche, la cultura della pubblica amministrazione e spiega la demonizzazione della tecnologia, della moda e della cultura progressista dei giovani. Ma la protesta #EndSARS rivela anche «il desiderio dei più giovani di essere rispettati come persone. È anche un impegno consapevole in atti di disobbedienza civile come un modo per creare una vera società civile».

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