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In America decidono i “millennials”.

Studente e social media manager
Joe Biden

I toni della campagna elettorale americana si stanno facendo sempre più accesi. E si delineano sempre di più le differenze tra i due sfidanti principali, Joe Biden per i Dem e il Presidente in carica Donald Trump per i Repubblicani.

Ago della bilancia in queste elezioni saranno molto probabilmente i giovani, i millennials. Entrambi i candidati stanno quindi cercando di guadagnarsi il sostegno di quest’ultimi.

Joe Biden sicuramente parte avvantaggiato: con le sue dirette da casa critica il Presidente uscente per la gestione dell’emergenza sanitaria: lo fa mostrando semplici video che mostrano Trump giocare in un campo da golf, mentre in America i contagi continuano a salire. Rivendica le azioni da lui compiute durante la sua vicepresidenza a fianco del grande leader Obama e presenta un piano per combattere razzismo e il gap fra bianchi e neri, che ancora contraddistingue l’America. Biden, da sempre visto come il nonno saggio, abilissimo nel governare, i giovani li attira fin da sempre, sopratutto per la vicinanza al presidente Barack Obama e l’approvazione, mentre ricopriva la carica di vicepresidente, di molte politiche a favore dei molti ragazzi americani.

Dal canto suo Trump, per conquistare l’elettorato giovanile, si sta sempre più avvalendo del sostegno di un ventiseienne che ha fondato un gruppo studentesco di estrema destra. Si tratta di Charlie Kirk, attivista di destra, cristiano evangelico, fondatore del movimento Turning Point Usa, che conta 1,7 milioni followers su Twitter. E proprio dopo il suo ultimo libro, The M.A.G.A. doctrine, in cui esalta Trump e i contenuti delle sue politiche e del suo slogan (Make America Great Again), ultimamente i suoi tweet vengono sempre più spesso condivisi dal Presidente.

Il giovane Kirk sempre addirittura più diabolico dell’attuale Presidente: ha accusato prima di Trump l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che inglese viene indicata con l’acronimo WHOWorld Health Organization. Secondo il giovane repubblicano, che ha nel suo movimento membri accusati di razzismo e antisemitismo, questo acronimo starebbe in realtà per Wuhan Health Organization.

Inoltre ha definito il soffocamento di George Floyd, di cui vi ho parlato in questo articolo, come uno “sfortunato incidente”.

Il vantaggio e l’abilità di Kirk però stanno qua: il ragazzo è molto abile a far passare le sue idee estreme e populiste come moderate. E questo può giocare a sfavore di Biden, che conta di conquistare, oltre ai giovani, quell’elettorato moderato, anche repubblicano, stanco di Trump. Kirk infatti strizza l’occhio ai repubblicani tentati da Joe Biden, cercando di orientarli nuovamente a votare il presidente uscente.

E questo fa capire che quindi le presidenziali di novembre saranno essenzialmente decise dai giovani. Il compito di Joe Biden sarà quello di ridare fiducia al paese, non facendo in modo che a dominarlo siano il timore e la paura. Biden sarà però l’unico a poter immaginare un progetto di lungo termine, un paese in cui i suoi figli e i suoi nipoti possano avere speranza riuscendo a guardare al futuro con grande forza e voglia di darsi da fare.

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