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La lungimiranza di Giovanni Paolo II che si rivela ai tempi del Coronavirus

Esperto in comunicazione
La lungimiranza di Giovanni Paolo II che si rivela ai tempi del Coronavirus

25 marzo 2005. Non una data normale, ma un giorno che resterà per sempre nella storia dei media. Il 25 marzo di quindici anni fa, infatti, Giovanni Paolo II faceva la sua ultima Via Crucis. Un appuntamento a cui il Papa teneva tantissimo, ma, questa volta, diverso dal solito. Perché erano gli ultimi giorni su questa terra per Giovanni Paolo II che in quella serata di fine marzo regalò al mondo un’immagine fortissima, per certi versi la sintesi del suo lungo e meraviglioso pontificato. La diretta che lo inquadrava di spalle aggrappato alla Croce con tutta le sue forze.

Giovanni Paolo II ha lasciato un segno profondo nel rapporto tra Chiesa e Media e la sua lungimiranza si rivela oggi, ai tempi di Coronavirus. Pensate alle novità volute da Giovanni Paolo II, alla sua grande volontà di essere vicino al popolo in maniera concreta, una su tutte: creò il CTV (Centro Televisivo Vaticano) fonte indispensabile per fedeli e operatori. Geniale intuizione che torna quanto mai attuale in questi giorni di emergenza dove a guidare la Chiesa c’è Papa Francesco, altro splendido comunicatore che in questi drammatici giorni mostra vicinanza tramite tutti i mezzi di comunicazione a disposizione col suo stile semplice e con i suoi gesti straordinari. La foto del Papa a piedi per Roma è già storia, quando tutto sarà finito quello scatto sarà riproposto più e più volte.

La Pasqua del 2020 sarà particolare come è stata particolare quella del 2005, sono contesti diversi, ma con un unico comune denominatore: il Papa che si rivela fonte di speranza per il mondo intero. Grazie!

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