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La macchina del panico

Ambientalista
l’urlo di Munch

Ogni volta che l’opinione pubblica mostra di aver dei dubbi sulle scelte del governo, spunta fuori un documento segreto o uno studio riservato.
È successo la scorsa settimana, di fronte a tanti dubbi e perplessità, è uscita la notizia dell’esistenza di un documento segreto del gennaio scorso, che prevedeva fra i 600.000 e gli 800.000 morti se il governo non avesse deciso di procedere con la chiusura del Paese.
Ieri è successa la stessa cosa. Mentre tante persone si fanno domande se questa fase 2 sia quello che serve all’Italia, alla stampa viene passato un documento dove vengono formulate 46 ipotesi di riapertura. Fra queste una è particolarmente disastrosa: in caso di riapertura totale, l’8 giugno in Italia raggiungeremmo un fabbisogno di oltre 151.000 posti in terapia intensiva.
Ora al di là del fatto che la riapertura totale non è mai stata un’opzione sul tavolo e dei dubbi sulla questione che si possa raggiungere un numero così alto di casi critici in un mese, la domanda che mi faccio è un’altra: perché di fronte a legittimi dubbi dell’opinione pubblica, invece di spiegare il motivo delle scelte che sono state fatte, si procede sempre con l’attivazione della macchina del panico? Siete sicuri che terrorizzare gli italiani sia quello che realmente serve al Paese?
Ieri in Francia è stata annunciata la fase due e il confronto con noi è sconfortante: il Primo Ministro era in Parlamento non in diretta Facebook, in Francia scomparirà l’autocertificazione, le scuole apriranno e anche i negozi, ma soprattutto la fase 2 sarà basata “sulla responsabilità individuale e la coscienza che ciascuno deve avere nei confronti degli altri”.
Perché in Francia, che stanno combattendo la stessa battaglia contro lo stesso virus, hanno una strategia così diversa? Perché il Governo francese si fida dei francesi e il Governo italiano non si fida degli italiani?
Qualcuno mi aiuta a capire?

PS. Sempre nell’ottica della macchina del panico, ieri i Media italiani e il Ministro della Salute Speranza hanno parlato del fatto che in Germania, dopo le prime riaperture di scuole e negozi, i contagi sono risaliti.
No, non è vero.
Però a differenza di quanto è successo ieri, la notizia che smentisce non la trovate in alto nella home dei siti d’informazione.

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