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L’esplosione del digitale, l’importanza della comunicazione e il ruolo di PA social

Giornalista, comunicatore, fondatore di Velocitamedia.it
L’esplosione del digitale, l’importanza della comunicazione e il ruolo di PA social

Nell’ultimo decennio, con l’esplosione del digitale, la comunicazione ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle dinamiche pubbliche e private. Quindi, nella pubblica amministrazione e nell’ambito aziendale.

Un percorso che ha subito un’accelerazione enorme nei mesi di gestione dell’emergenza da Covid-19. E qui ci riferiamo in particolare all’attività svolta dai vari livelli della PA, che hanno dato prova di profonda capacità di adattamento e di grande volontà di adempiere alla propria missione. I cittadini, chiusi in casa nel lungo periodo di quarantena, mostravano necessità non di un bombardamento informativo (dal quale, piuttosto, doversi difendere), ma di conoscere e riconoscere le fonti qualificate alle quali attingere notizie valide e certificate.

C’è da dire che lo sforzo di tutte le componenti della Pubblica Amministrazione è stato uno sforzo validissimo. E a tal proposito non si può non osservare come il risultato sia stato coerente con il percorso intrapreso, ormai da anni, dalla più grande associazione italiana di comunicazione e informazione digitale. Con le sue migliaia di iscritti e i suoi diciotto coordinamenti regionali, PA Social è infatti diventata una struttura all’avanguardia per ciò che attiene la gestione e, appunto, la comunicazione delle attività della Pubblica Amministrazione, oltre che per l’aggiornamento costante e la grande attenzione all’innovazione.

Giornalisti, comunicatori, social media manager, esperti di digitale, enti e aziende pubbliche, imprese. La rete dell’associazione presieduta da Francesco Di Costanzo può fare affidamento sul preziosissimo contributo di tutti i componenti, mossi dalla finalità di avvicinare il cittadino a quelli che una volta venivano percepiti come mausolei del burocratismo e simulacri dell’incomprensibilità. Nel periodo del lockdown, la gestione dell’emergenza è stata ovviamente il tema dei temi. “L’obiettivo di PA Social – ha sempre ripetuto il presidente Di Costanzo – è quello di supportare e sviluppare la comunicazione e l’informazione digitale del settore pubblico”.

Un supporto che passa anche per un premio, lo Smartphone d’Oro, alla prima edizione ma già ambitissimo, dedicato proprio alle migliori esperienze della comunicazione e dell’informazione digitale (dettagli su pasocial.info).

Aziende sanitarie, aziende ospedaliere, governo, ministeri, Comuni, Regioni. Ovunque è stata accelerata l’introduzione di un linguaggio semplice, un linguaggio di verità e fondatezza, oltre che un utilizzo sempre maggiore di chat e social per arrivare a tutti i cittadini e con essi dialogare.

Grazie a questo tipo di lavoro, condotto con costanza e professionalità, e alla conseguente percezione di quelle come fonti ufficiali e attendibili, è stato possibile attivare un processo di isolamento delle fake news, che però chiamava in causa la responsabilità di ciascuno. Non a caso, già dal 10 marzo PA Social ha avviato una campagna dal titolo “Fermiamolo insieme”, che era un delicato “repetita” ai singoli cittadini: Come a dire: anche tu hai delle responsabilità. Silenziare notizie di provenienza non certa, senza farsi prendere dall’agitazione dovuta al momento, era decisivo per dare inizio a un processo di apprendimento e conoscenza della reale situazione. In parallelo, una lunga serie di live su Facebook, per approfondire tematiche relative alla comunicazione e tenersi quindi aggiornati anche a distanza.

Usciti dalla quarantena ma non del tutto dalla fase emergenziale e dopo un PA Social Day organizzato (benissimo) tutto online, l’associazione torna a riunirsi in presenza. Lo farà il 16 ottobre, a Perugia, con la sesta edizione degli Stati Generali della Nuova Comunicazione Pubblica (tutte le informazioni al sito pasocial.info). Come ogni anno, si farà il punto della situazione e si tracceranno le linee guida per l’immediato futuro. Consapevoli che, come avvenuto quest’anno, in tre mesi è possibile anche saltare in avanti di cinque anni.

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